Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Filippini

Verona, terza notte in ansia dei veronesi: l'Adige fa paura ma sta sotto i livelli di guardia. Pronte paratie

Protezione civile e Genio al lavoro per il costante monitoraggio del fiume ingrossato che scende dal Trentino. Problemi di allagamenti in provincia ma situazione sotto controllo. A scopo precauzionale chiusi alcuni ponti

Terza notte di apprensione in città e provincia per il maltempo. Da quattro giorni la pioggia continua a cadere anche se a intermittenza e dopo l’ultimo spavento estivo il “sorvegliato speciale” resta l’Adige. In tutto il suo corso: dal Trentino che in questi casi “comanda” la portata che scende sul Veneto passando da Brentino Belluno, sul Garda, in Valpolicella, Bussolengo e fino alla città. Il livello, bene dirlo subito è sempre rimasto sotto ai limiti di guardia e tutti gli interventi messi in atto da Genio e Protezione civile sono stati a scopo precauzionale. Ora l’Adige sta diminuendo e le ultime notizie riportano che anche in Trentino la piena si sta notevolmente calmando. Come le paratie preparate ai Filippini e il monitoraggio costante al Pestrino.

Per tutta la giornata di giovedì, quando anche la Regione con l’Arpav aveva dichiarato lo stato di pre-allarme, i tecnici hanno tenuto costantemente d’occhio i livelli del fiume. Non hanno preoccupato i punti più critici in provincia, in particolare quell’Est Veronese più volte martoriato da esondazioni e alluvioni dei torrenti. Più problematica invece la questione a Pescantina e a Dolcè. Nel primo caso due ponti sono stati chiusi a scopo di sicurezza, a Settimo e ad Arcè, con paratie collocate anche in zona Nassar e San Rocco (per emergenze è stato attivato al numero del Centro operativo comunale allo 045-6764234). Problemi anche in località Cancello e per una piccola frana a Morago, dove è stato chiuso un tratto di strada. A Bussolengo monitorate le zone di Albere e Mulini. A Dolcè l’acqua è esondata in zona Molino ma la situazione è sempre rimasta sotto controllo.

A VERONA - L’Adige, si diceva, è sempre rimasto sotto controllo. Certo è che la grande quantità d’acqua che scorreva sotto i ponti dal mattino è risultata impressionante. Enormi spostamenti di colore marrone che uniti al cielo nero non hanno fatto ben sperare per la notte. Alla fine, come aveva più volte spiegato il Genio civile, i livelli di guardia sono stati lambiti ma mai oltrepassati. Nella giornata di ieri il “record” di livello idrometrico segnato da Arpav è stato di un metro e 80, verso le 23. È salito fino a un metro e 97 per poi scendere e risalire. Ma mai a livello di guardia, fissato a 2 metri e 10.

In ogni caso eran pronte le paratie nei punti critici. Soprattutto in zona Filippini, dove i vigili hanno richiesto l'intervento della Protezione civile per predisporre le paratie, e al ponte del Pestrino, dopo che un passante aveva chiamato i vigili del fuoco e la polizia municipale per alcune crepe apparse sull’asfalto, all’inizio del ponte, quasi in corrispondenza della giuntura con la sede stradale. Per questo, per circa due ore, il transito è stato fermato sul ponte. Valutata la situazione da tecnici del Comune, il passaggio è stato riaperto perché non ci sarebbe alcun pericolo per chi lo percorre. A breve verranno rattoppate le crepe con una nuova asfaltatura. Il maltempo potrebbe continuare fino al weekend ma poi si dovrebbe calmare. Da lunedì, però, sono previste nuove perturbazioni.

NUOVO BOLLETTINO - Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile ha emesso un nuovo bollettino, valevole fino alle 20 di sabato, in relazione alla situazione meteorologica attesa sul territorio regionale, dichiarando lo stato di allarme, preallarme e attenzione sulle diverse aree nelle quali è suddiviso il territorio della regione.

Lo stato di allarme per rischio idraulico è dichiarato per il bacino Livenza-Lemene-Tagliamento. Il preallarme dichiarato per i bacini Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone; Adige-Garda-Monti Lessini; Po-Fissero- Tartaro-Canalbianco-Basso Adige; Basso Brenta-Bacchiglione-Fratta Gorzone; Basso Piave-Sile-Bacino Scolante in Laguna.

Lo stato di attenzione è invece dichiarato per i bacini Alto Piave e Piave Pedemontano. Il preallarme (per rischio idrogeologico) della componente idraulica sulla rete secondaria è dichiarato sui Bacini Alto Piave; Alto Brenta-Bacchiglione- Alpone; Adige-Garda-Monti Lessini; Basso Piave-Sile-Bacino Scolante in Laguna; Livenza-Lemene-Tagliamento; e Piave Pedemontano. Lo stato di attenzione è dichiarato per i bacini Po-Fissero-Tartaro-Canalbianco-Basso Adige; e Basso Brenta- Bacchiglione-Fratta Gorzone mentre preallarmeper la componente geologica sui bacini Alto Piave; Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone; Adige-Garda- Monti Lessini; e Piave Pedemontano.

Lo stato di attenzione è dichiarato per il Bacino Basso Brenta-Bacchiglione-Fratta Gorzone.

Secondo il bollettino emesso dalla Protezione Civile del Veneto, “le precipitazioni attese, anche se deboli, visto il grado di saturazione dei terreni, potrebbero provocare l’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti, oltre che innalzamenti del livello idrometrico e disagi lungo tutta la rete idrografica e difficoltà del sistema di scolo fognario. Il transito della piena lungo il sistema Meduna-Cellina, continuerà ad interessare nelle prossime ore il Livenza con il possibile innalzamento dei livelli sino a ‘Rosso’, dovuti anche alle regolazioni degli invasi di Ravedis e Ponte Racli. Lungo le aste dei fiumi Po, Adige, Brenta- Bacchiglione, Piave, Livenza e Tagliamento sono possibili allagamenti delle aree golenali e fenomeni di sofferenza arginale”.

DALLA REGIONE - Continua insomma con la massima attenzione di tutte le strutture regionali e locali il monitoraggio della situazione del maltempo che da un paio di giorni ha interessato, con fenomeni intensi e preoccupazioni per le condizioni di vari corsi d’acqua, pressoché tutto il territorio. “Anche in questo caso, pur se con conseguenze fortunatamente minori rispetto ai tragici eventi degli anni passati – sottolinea il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia – abbiamo dovuto fronteggiare una situazione di emergenza e dei cittadini hanno subito danni e disagi. Non saranno lasciati soli. Purtroppo abbiamo sviluppato una consolidata esperienza operativa in questi casi, per cui invito fin da subito i Sindaci, che ringrazio per il grande lavoro fatto sui loro territori, a raccogliere le segnalazioni dei danni e a trasmettercele per poter valutare in fretta ma con precisione le iniziative da prendere”. Zaia sottolinea anche “l’ennesima risposta efficace del nostro sistema di Protezione Civile e dei volontari, che fin dalle prime ore, e ancora adesso, hanno fatto tutto il possibile sul campo”. 

Ovunque richieste, le squadre della Protezione Civile sono intervenute celermente, con 21 gruppi locali per un totale di circa 200 soccorritori. In queste ore la Protezione Civile Regionale ha stilato una prima relazione sull’accaduto, che di seguito si riporta: L’evento di questi giorni dal punto di vista pluviometrico è cominciato nelle prime ore di mercoledì 5 novembre e si è concluso nella notte tra il 6 e 7 novembre. Nella giornata di venerdì le precipitazioni sono intermittenti e con quantitativi non particolarmente significativi.

ZONE PIU' COLPITE IN VENETO - Nel Bellunese lo Zoldano, il Basso Agordino e il Feltrino con quantitativi medi di 180 mm il 5/11 e 100 mm il 6/11, e quantitativi massimi di 350 mm il 5/11 e 180 mm il 6/11. Nel Vicentino il bacino del Posina e Alto Astico con quantitativi medi di 180 mm il 5/11 e 90 mm il 6/11 e quantitativi massimi di 280 mm il 5/11 e 130 mm il 6/11. Una frana è avvenuta nel comune di Vittorio Veneto (Treviso), nella zona della Val Lapisina all'altezza della frazione di San Floriano, che ha interessato sia la Statale 51 "di Alemagna" che la linea ferroviaria, provocandone la temporanea chiusura. Nel medesimo comune sono stati comunicati inoltre livelli sostenuti nel torrente Meschio e allagamenti a scantinati. Giovedì sono state comunicate frane nella provincia di Belluno, una in Val Modolo nel Comune di Feltre, staccatasi dal versante del monte Tomatico in località Villaga che ha consigliato lo sgombero precauzionale di 22 persone poi rientrate nelle loro abitazioni a seguito delle verifiche eseguite, l’altra in territorio di Cibiana di Cadore in località Masarè.

Dal punto di vista idrometrico, il colmo di piena del fiume Adige è transitato per Verona nelle prime ore di venerdì e si è previsto il transito per Boara Pisani tra le serata e le prime ore dell’8 novembre.

Il colmo di piena del fiume Brenta è transitato a Bassano e si è previsto il transito per Curtarolo nelle ore centrali della giornata. Il colmo del fiume Piave è transitato a metà giornata per Ponte di Piave e si è previsto il passaggio per San Donà nel pomeriggio con una lunga fase di stanca. Nel territorio veneto il Livenza è ancora in fase di crescita e si è prevista in crescita almeno per tutta la giornata di venerdì (e probabilmente parte di sabato).

Dalla giornata di sabato, in particolare, è previsto il passaggio della piena del fiume Po in ambito regionale.

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