Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Venezia / Via Montorio

Verona, il terrore delle banche rapinava col sorriso sulle labbra: è responsabile di 12 colpi

Lo hanno tradito le impronte digitali lasciate nella maggior parte degli istituti di credito che aveva assaltato: confermato il suo coinvolgimento anche a Mezzane oltre che Legnago, Roverchiara, Custoza, San Bonifacio, oltre a tre colpi nel Vicentino

Lo hanno incastrato tramite le impronte digitali. Così gli è arrivata un’altra ordinanza di custodia cautelare. Ma lui, Carlo Cangiano, 45 anni, in carcere c’era già: si trovava a Montorio dall’ottobre scorso, dopo essere arrestato dai carabinieri di Legnago per una rapina. L’ennesima, a quanto pare, dati i precedenti e visti i risultati delle indagini. Un reato identico quello che infatti gli è stato contestato per l’assalto del 2010 alla filiale di Mezzane di Sotto della Banca Popolare. Non solo, secondo le indagini dei carabinieri di Verona, a lui son riconducibili almeno altre undici rapine. Sceglieva sempre sedi di piccole dimensioni, con un solo impiegato all'interno, aspettava che l'ultimo cliente se ne andasse e poi entrava. A volto scoperto, senza guanti, armato di taglierino ma mai violento. Arrestato per la rapina del 16 ottobre a Cazzano di Tramigna, Cangiano, 45enne casertano e titolare di una piccola azienda che si occupa di impianti elettrici, si faceva consegnare il denaro grazie al proprio taglierino, mantenendo modi piuttosto gentili. Il 45enne è ora ritenuto responsabile anche per una 12esima rapina.

A tradirlo è stata l’eccessiva sicurezza nel mettere in atto il suo piano. Agendo senza guanti è bastata una sola corrispondenza. Quella che l’ha inguaiato stavolta è stata la traccia lasciata sul bancone della Popolare di Mezzane, il 30 luglio 2010. Un carabiniere di San Martino Buon Albergo ha riconosciuto nelle immagini Cangiano. Il resto l’ha fatto il Polo dattiloscopico giudiziario comandato dai carabinieri di Verona.

Gli investigatori della Scientifica hanno trovato molte corrispondenze: quando l’uomo è stato arrestato sono state comparate le sue impronte digitali con quelle che il rapinatore aveva lasciato nella maggior parte degli istituti di credito e questo ha confermato il suo coinvolgimento nelle rapine di Legnago, Roverchiara, Custoza, San Bonifacio e Mezzane, oltre a tre colpi nel Vicentino a Crespadoro, Arzignano e Nogarole. Si sarebbe anche spinto fuori il Veneto e precisamente fino a Forlì. Anche lì avrebbe colpito. E non è escluso, dato il curriculum cerimoniale, che altre prove escano con ulteriori indagini su rapine insolute. Il 45enne, secondo gli investigatori, si sarebbe impossessato in tutto di 39mila euro. La maggior parte dei colpi, infatti, erano andati a segno.

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