Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, tenore e qualità della vita, un dietrofront: "In tutta la provincia si sta benissimo"

La classifica stilata da "Italia Oggi Sette" fotografa una situazione radiosa in contrasto con quella del "Sole 24 Ore" di qualche giorno fa che vedeva la città precipitare di diciotto posizioni dal 2012 al 2013

Cifre diverse per una classifica simile ma soprattutto risultati diversi. Pochi giorni fa la lista sulla "qualità della vita", stilata da Il Sole 24-Ore indicava Verona al 32esimo posto, precipitata dal 14esimo del 2012. Nonostante i parametri segnassero ancora uno dei più alti "tenori di vita" dell'intera regione, lo smacco era stato significativo. Complice la crisi e la sfiducia verso il futuro di investitori e famiglie. Secondo un altra classifica, invece, il 2013 lascia dietro di sé una scia positiva in termini di qualità della vita: nonostante la gelata economica infatti sono 59 le province italiane, su un totale di 110, in cui è stato registrato un miglioramento, che è stato peraltro il più alto negli ultimi 5 anni. E' il ritratto che arriva dall'università "La Sapienza" di Roma per Italia Oggi Sette, che conferma al primo posto nella graduatoria generale la provincia di Trento, seguita, nella Top ten, da quella di Bolzano, Aosta, Cuneo, Belluno, Siena, Parma, Pordenone, Verona e Treviso. La fotografia scattata dai ricercatori dell'ateneo romano - che hanno monitorato 9 dimensioni particolari: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita - mostra in sostanza un'Italia a due velocità, anche se non mancano le eccezioni, come la neo-provincia Barletta-Andria-Trani (83/a), "migliore tra le peggiori", che riesce a primeggiare in una sezione particolare come quella del "disagio sociale", essendo in quest'area meno avvertito rispetto a tutte le altre.

Lo studio evidenzia anche un marcato miglioramento delle regioni del Centro e, contestualmente, un ulteriore arretramento del Sud e Isole. L'ultimo posto della graduatoria è infatti occupato da Crotone, preceduta da Enna, Vibo Valentia, Carbonia-Iglesias, Trapani, Napoli, Catania, Medio Campidano, Cosenza e Foggia.

INDAGINE SULLA QUALITA' DI VITA, ALTO TENORE DI VITA MA PERSE 18 POSIZIONI IN UN ANNO

ZONE D'ITALIA - L'analisi 2013 sulla qualità della vita mostra dunque, rispetto al recente passato, un netto miglioramento nel Nord-Ovest e nell'Italia Centrale. Ma in sostanza i territori che escono meglio dallo studio ("buona", per un totale di 29) sono quelli del Nord-Est, con gran parte delle Marche, di una fetta minore della Toscana e del Piemonte. Risulta invece "accettabile'"(30 in tutto) nella maggior parte del Piemonte, dell'Emilia Romagna, della Toscana, Umbria e Marche. Tra le 51 che nell'insieme incassano una valutazione "scarsa" (23) e "insufficiente" (28) figurano 3 province del del Nord-Ovest, una del Nord-Est, 7 dell'Italia Centrale e ben 40 su 41 dell'Italia meridionale e insulare. Tra l'altro, si sottolinea, nel gruppo delle province con una insufficiente qualità della vita figurano soltanto territori del Mezzogiorno, dove secondo gli autori "non si avvertono cenni di miglioramento".

Tornando alla primatista Trento, i ricercatori sottolineano che questa provincia ha confermato in termini di qualità di vita il percorso iniziato 4 anni fa. Ma non è tutto: questa parte d'Italia è dal 1999 stabilmente nel gruppo di eccellenza senza aver mai perso posizioni, andando a occupare il gradino più alto nel 2002 e il secondo nel 2000, nel 2003, 2006, 2007, 2008 e 2010. E quest'anno è riuscita a svettare in 6 dimensioni su 9: affari e lavoro, ambiente, criminalità, popolazione, servizi finanziari e scolastici e tempo libero. L'ultimo posto di Crotone è invece paradigmatico delle province del Sud, con esiti negativi su affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita. Il quadro complessivo evidenzia nelle prime 30 posizioni, contro le 20 del 2012 e le 23 del 2011, segnale di un miglioramento della situazione economica - soltanto province dell'Italia del Nord, di cui 15 nel Nordovest: 4 in Piemonte, altrettante in Friuli Venezia Giulia e in tutte le province dell'Emilia Romagna, con le eccezioni di Bologna e Rimini. Altra voce analizzata, infine, è quella della salute, capitolo che vede ancora primeggiare, dopo il 2012, la provincia di Pisa, seguita da Milano, grazie a un colpo di reni che la fa risalire dall'11esima piazza in cui era affondata del 2012, Isernia, Siena e Roma, che con il quinto posto recupera 3 posizioni.

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