Tassisti abusivi, una "croce" per Verona: come riconoscerli

Il veronese Giorgio Bee nominato il nuovo presidente di Radio Taxi Veneto: "Il mio obiettovo principale è arginare il fenomeno che sta mettendo in ginocchio le città turistiche"

Il presidente di Radio taxi Veneto, Giorgio Bee
L’assemblea ordinaria dei soci di "Radio taxi Veneto", consorzio che comprende tutte le società delle città capoluogo con oltre 500 tassisti associati, ha eletto il suo nuovo presidente: è il veronese Giorgio Bee, già vice presidente nel precedente triennio. Ad oggi Verona conta 177 tassisti e, un fiore all'occhiello, 15 taxi adibiti a trasporto disabili. "Questo fa si che Verona sia una delle città con più alta concentrazione di taxi adibiti a trasporto disabili ", afferma Bee.  In Veneto invece si contano 470 taxi su strada e 240 su acqua, consorziati al numero unico. Giorgio Bee, classe 1960, veronese, sposato, quattro figli è tassista dal 1990. Le sfide che lo aspettano? Prima tra tutte, quella più difficile da estirpare: l'abusivismo. Perché un fenomeno preoccupante sta prendendo piede le città turistiche del Veneto: è il fenomeno che vede fantomatiche società con sede legale nei vicini paesi dell'est entrati nella Comunità Europea, come la Slovenia, operare sul nostro territorio nel settore del trasporto su taxi (approfittando così degli sgravi fiscali che in Italia non ci sono). "La Slovenia è fiscalmente più appetibile dell'Italia: è giusta la concorrenza, ma con regole uguali per tutti. Venezia è la città che sta subendo il nuovo fenomeno, ma Verona la raggiungerà presto, è come un effetto domino".
L'abusivismo però non arriva solo dall'Est. "Data anche la situazione economica, c'è chi pensa di inventarsi dalla mattina alla sera professionista del trasporto pubblico. Ne abbiamo parlato anche con la Regione, che sta portando avanti un lavoro di monitoraggio. Anche in futuro ne discuteremo, per poter arginare sempre più il fenomeno". Tant'è che nel marzo 2012 in Regione è stata sottoscritta la carta della qualità: "innalza la qualità del nostro settore", sottolinea Bee, "formando operatori di qualità e professionalità. Le istituzioni sono molto sensibili al fenomeno, anche perché l’abusivo, oltre ad arrecare un danno all'utente, lo reca anche all'erario: l'abusivo non è in regola".
  
COME RICONOSCERE L'ABUSIVO - "L'abusivo ha la macchina bianca, a volte anche un’ insegna: l'abusivo si camuffa, e per questo può trarre in inganno l'utente. Il taxi sicuro ha l'insegna luminosa, la serigrafia con obbligo del numero di licenza, e all'interno deve aver ben visibile il prezziario e il numero di licenza. Importante è richiedere sempre la ricevuta. E non abbiate timore di chiedere precisazioni sulla tariffa, è dovere del tassista risponderti in modo trasparente".

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