Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Adigetto

Verona, rate Tasi in scadenza: regna la confusione. Ogni Comune ha deciso per se' sul pagamento

Da Verona a Peschiera, fino a Lavagno e Malcesine: cittadini in balia della burocrazia affollano uffci municipali e Caf. Non si conoscono le aliquote, diverse per ogni amministrazione. Nascono proteste e problemi

Si gioca la carta dell’ironia, all’insegna del “si ride per non piangere”: lunghe file di cittadini per pagare le tasse, negli uffici comunali. Senso civico o paura della multa per il ritardo? A scatenare tutto c’è il conto alla rovescia per il pagamento della Tasi. O meglio, l’acconto da versare entro il 16 ottobre per contribuire ai “servizi indivisibili” dei Comuni: illuminazione pubblica, pulizia delle strade, sfalcio e manutenzione del verde. Tanta l’incertezza (e tanta la rabbia) per conoscere le somme esatte da versare. Il calcolo non è semplice perché ogni amministrazione comunale aveva la facoltà di delibera sulle aliquote. Non solo uffici comunali presi d’assalto ma anche e soprattutto i Caf, Centri di assistenza fiscale, solitamente legati ai sindacati Cgil-Cisl-Uil. Sono gli stessi impiegati, come spiega il Corriere Veneto, che lamentano difficoltà di assorbire tutte le richieste di aiuto. Tanti cittadini arrivano a mani vuote, non sapendo proprio cosa fare.

Dopo una lunga serie di annuncia da parte di ogni Comune dei 98 che compongono la provincia di Verona c’è ancora (tanta) confusione. Alimentata dal fatto che fino all’ultimo il governo non aveva ancora elaborato i termini delle imposte. Per alcune amministrazioni, quest’estate, è stata una corsa contro il tempo per approvare le delibere sulle aliquote. Alla scadenza imposta da Roma, per i Comuni che non avevano ancora adempito alla discussione in Consiglio, sarebbe scattata la quota minima. Fattore che avrebbe fatto contenti i cittadini (inizialmente) ma gettato nella disperazione coloro che devono far quadrare i bilanci municipali. Ancora più caos è derivato dalle possibili detrazioni che ogni amministrazione ha deciso di inserire. Diversi hanno stabilito agevolazioni per i disabili, altri per figli a carico fino a 26 anni, altri ancora in relazione all’Iseo, la dichiarazione di situazione economica del nucleo familiare.

AUTUNNO DA SALASSO: SCADONO TASI, TARES, IMU. C'È DA PAGARE

A VERONA E PROVINCIA - Sta di fatto che nelle 98 amministrazioni le delibere sono state approvate ma ognuna con aliquote e modalità diverse. A Verona, ad esempio, l’aliquota è stata fissata al 2,5 per mille e si potrà pagare entro il 16 dicembre, in un’unica soluzione. L’acconto dovuto entro il 16 ottobre riguarda solo coloro che sono proprietari di altri immobili diversi dalla prima casa (prefabbricati, locali, terreni). In relazione alle seconde case “affittate”, è stato stabilito che una quota maggioritaria dovrà esser versata dal proprietario (almeno il 70%), e al resto ci penseranno i singoli inquilini. Alcune amministrazioni hanno invece scelto di far pagare la rata il 16 giugno scorso e per i relativi cittadini ci sarà solo il saldo da versare, il 16 dicembre. Rientrano in questo caso i Comuni di Villafranca, Bussolengo, Sommacampagna, Nogara, Soave. Altri cinque sono invece le isole “felici” veronesi: a Marano, Peschiera, Malcesine, Lazise, Rivoli Veronese i sindaci hanno approvato di non far pagare alcuna tassa sui servizi, nemmeno sulla prima casa. Poi si va avanti, caso per caso, differenza per differenza. Come ad Affi e in tanti altri Comuni, diove l’aliquota per la prima casa è la più alta ma la Tasi su secondi immobili e fabbricati è stata di fatto annullata. A Lavagno è stata abolita invece la Tasi sulla prima casa che d’altronde dovrà essere versata sugli altri terreni.

UFFICI PRESI D'ASSALTO - E così si stanno formando ogni giorno, in Caf e corridoi dei Comuni, file di cittadini “desiderosi” di sapere quanto e come pagare. A Verona anche prima dell’orario di apertura ufficiale. La maggior parte di loro sono anziani che non avendo a disposizione computer e connessioni ad internet non sono in grado di fare il calcolo delle imposte. I quotidiani locali spiegano che le code sarebbero formate da una media di 140 persone al giorno. C’è ancora tempo fino al 16 ottobre (o 16 dicembre) ma il Comune avrebbe deciso di tagliare le code mettendo a disposizione i bigliettini mangia code fino alle 10 del mattino (l’ufficio Tributi apre alle 9 ogni giorno). Proprio questa misura avrebbe gettato nello sconforto tanti che vogliono conoscere esattamente e subito l’importo della Tasi. Con più di una protesta, soprattutto da coloro che si prendono un permesso di qualche ora dal lavoro per recarsi in via Adigetto. Dal dirigente dei Tributi a Verona, Stefano Tarasco, sarebbe arrivata l’ennesima ammonizione. Lo spiega su L’Arena:

«…Il calcolo e il pagamento dell'Imu e Tasi sono incombenze del singolo contribuente, che deve provvedervi da solo. Noi ci rendiamo conto della complessità dei conteggi e pertanto cerchiamo di andare incontro alle esigenze del cittadino, ma non siamo tenuti a farlo: ci dispiace che non vengano colte la cortesia e la gratuità di questo servizio … Nel 1992 l'ufficio era composto da 19 persone, mentre ora siamo in 9. Stiamo lavorando per fare in modo che nel 2015 si riesca a spedire a casa dei cittadini il modulo F24 già precompilato per il pagamento dell'Imu, ma al momento siamo ancora nella fase iniziale del progetto».

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