Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, il Tar sospende l'ordinanza Tosi contro i lupi in Lessinia: "Obbiettivo comunque raggiunto"

La sua decisione aveva sollevato un polverone tra animalisti e ambientalisti. Il sindaco: "Ho fatto quel che ritenevo giusto per richiamare l'attenzione sul problema degli allevatori danneggiati dalla presenza dei predatori"

Io ho fatto quel che ritenevo giusto per richiamare l’attenzione sul problema degli allevatori della Lessinia danneggiati dalla presenza dei lupi e l’obiettivo è stato raggiunto: la mia impressione, comunque, leggendo il dispositivo della decisione del Tar Veneto, è che la mia ordinanza, forse, sia stata letta un po’ distrattamente”. Questo il commento del sindaco Flavio Tosi sulla sospensiva della sua ordinanza “Azioni verso gli animali selvatici allo stato brado che determinano pericoli per la sicurezza”. All'indomani dell'annuncio di un'ordinanza specifica contro i lupi, in Consiglio comunale a Velo Veronese, il sindaco di Verona era stato al centro di un focoso dibattito, condito anche da denunce per "istigazione a delinquere" (il lupo è specie protetta) e attacchi da parte di animalisti e ambientalisti (e la guardia forestale).

TOSI E L'ORDINANZA CHE FA INFURIARE: "MI SENTIREI A DISAGIO A SPARARE A UN LUPO"

Il ricorso era stato promosso dalle associazioni Lega abolizione della Caccia, e Pro Natura, patrocinate dai rispettivi avvocati. Spiega Graziella Zavalloni, presidente nazionale Lac che "sono state immediatamente riconosciute, sia pure in attesa di un imminente pronunciamento collegiale, le nostre ovvie ragioni circa la sfacciata violazione, da parte del sindaco, delle disposizioni statali in materia di tutela della fauna, disciplina della caccia ed uso legittimo delle armi da fuoco. 'Sparate' del genere, fossero anche soltanto propagandistiche, non sono ammissibili in uno Stato di diritto".

Tosi però ribadisce la sua "buona fede" al momento dell'ordinanza: "L'obiettivo – aggiunge il sindaco – non è quello di sparare ai lupi, ma di costringere l'Ispra a capire che vanno spostati dalla Lessinia perché è un territorio troppo antropizzato, dove il lupo non può convivere con l'uomo. Inviterei comunque le associazioni animaliste a prendere in considerazione anche la vita dei bovini, degli asini e degli altri animali sbranati dai lupi che, in Lessinia, si trovano di fatto a vivere in una sorta di “grande stalla a cielo aperto”. D’altra parte, la stessa nota dell’Ispra del 29 settembre scorso, “prende atto delle rilevanti problematiche legate alla presenza del lupo nel territorio della Lessinia, legati ai frequenti casi di predazione sul bestiame domestico, che hanno interessato un numero elevato di vitelle e manze, causando rilevanti tensioni sociali….e determinando in alcuni casi danni che possono risultare insostenibili per gli allevamenti colpiti”.  

IL DOCUMENTO - LA SENTENZA DEL TAR CONTRO L'ORDINANZA DI TOSI

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