Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, tagli e tasse, il Pd accusa il Comune: "Preleva solo quanto serve? Dove sta la spending review?"

Le considerazioni del deputato Pd Vincenzo D'Arienzo a fronte "dei livelli record" raggiunti dalle tasse locali a Verona: "I servizi sono sempre gli stessi e di nuovi investimenti e infrastrutture non ne vediamo neanche l’ombra”

“Il Comune di Verona usa malissimo il decentramento fiscale voluto dallo Stato. Questa è la verità che emerge dai dati sulla tassazione locale. Le riduzioni di trasferimenti erariali ci sono per tutti i Comuni, Verona come gli altri subiscono i tagli decisi ancora dal Governo Berlusconi nel 2010, perché allora il nostro Comune agisce sulle tasse locali con mano più dura degli altri? I servizi sono sempre gli stessi; di nuovi investimenti e infrastrutture non ne vediamo neanche l’ombra”. Queste le considerazioni del deputato Pd Vincenzo D'Arienzo a fronte dei livelli record raggiunti dalle tasse locali a Verona.

“Faccio ancora più chiarezza – continua D'Arienzo –: per il 2014 il taglio che interessa i Comuni italiani ammonta a circa 6,5 miliardi. Questa cifra era stata stabilita dal Governo Berlusconi nel 2010 e dal Governo Monti nel 2011 (Decreto "Salva Italia" e spending review). Per quanto riguarda questo governo, nell'anno in corso, i Comuni dovevano risparmiare sui contratti in essere su servizi e sull'acquisto dei beni almeno il 5% rispetto al 2013, con la possibilità di scegliere le modalità con cui ricontrattare gli accordi. Solo se non ci riusciranno, interverranno i tagli per 376 milioni. Il Comune mette le mani avanti perché non c’è riuscito?”.

L’introduzione di alcune tasse locali era un modo per responsabilizzare i Comuni sulle spese che sostenevano – conclude D'Arienzo –. Il Comune di Verona ha preferito “dormire” tranquillo? E siamo sicuri che preleva solo quello che serve? Occorre fare chiarezza: quanto serve per gestire le nuove funzioni e le nuove competenze che sono state trasferite alle autonomie locali senza un corrispondente aumento dei trasferimenti? Una volta per tutte si calcoli la cifra e si riduca quello che Verona paga in eccesso. Diversamente, si sappia che chi riduce il reddito delle famiglie veronesi risiede a Palazzo Barbieri e non sempre a Roma”.

Aggiunge il capogruppo Pd Michele Bertucco: “Dal 2012 nel capoluogo l'addizionale Irpef è raddoppiata e le aliquote delle altre tasse locali sono tutte superiori ai limiti minimi previsti dalla legge. A fronte di questi incrementi i centri di spesa comunali non sono stati ridotti ma, al contrario, si sono moltiplicati: la struttura della macchina comunale continua ad essere troppo dispersiva e vede un numero spropositato di figure apicali; se poi dovessimo fare un bilancio consolidato delle partecipate ne emergerebbe un quadro a dir poco drammatico. Eppure, quando si tratta di costruire il bilancio si grida sempre al lupo, specialmente quando governano governi di centrosinistra”.

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