Cronaca Centro storico / Piazza dei Signori

Verona, tagli del 50% al personale della Provincia: rischiano in centinaia. E scatta "l'occupazione"

"Ma quale riordino! Quello proposto è un delirio istituzionale" spiegano i sindacati, promotori della manifestazione in piazza Signori, sotto al Palazzo Scaligero in cui il presidente Pastorello stava tenendo la conferenza di fine anno

Non si può parlare di una vera e propria “irruzione” perché in quel momento si stava tenendo la conferenza stampa (comunque aperta) di fine anno con lo scambio degli auguri tra il presidente Antonio Pastorello, gli assessori e la stampa locale. Certo è che ha fatto una certa impressione, nei presenti, vedere un centinaio di dipendenti della stessa Provincia entrare nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero. Poco prima si stava tenendo la manifestazione, coordinata dai sindacati Cgil-Cisl-Uil dell’ambito Funzione pubblica, in piazza dei Signori. Slogan e cartelli contro la manovra di spending review proposta dal Governo Renzi che prevede tagli del 50% sul personale.

“Ma quale riordino! Quello proposto è un delirio istituzionale” è stato il tema della manifestazione, convocata negli scorsi giorni e che citava anche l’occupazione delle Province. Lavoratori, impiegati, persino agenti della polizia provinciale si sono riversati in piazza, dalle 10 alle 12e30. Una battaglia per preservare il proprio posto di lavoro che tra le gente, a parte le solidarietà le eventuali difficoltà dei protagonisti dei tagli, non sembra essere recepita appieno dall’opinione pubblica. Secondo molti, infatti, la Provincia sarebbe un ente “inutile” che doveva essere abolito completamente dalla riforma Delrio. Con buona pace di chi ci lavora.

La messa in mobilità dei lavoratori dovrebbe avvenire dal primo gennaio 2015. Non è escluso che possano venire impiegati, comunque, in altre amministrazioni pubbliche in debito di organico. L’assemblea di piazza Signori a Verona sarebbe comunque il primo dei provvedimenti che i sindacati adotteranno per protestare. Un evento di respiro regionale è infatti stato indetto a Treviso, a inizio settimana prossima. Ci si chiede anche chi pagherà l’80% degli stipendi dei lavoratori che “rimarranno a casa a fare nulla”. Secondo una stima approssimativa, dato che la cifra del taglio è del 50%, i dipendenti in esubero sarebbero almeno 230 sul totale di 458. Come spiega L’Arena, invece, fra pensionamenti e “assorbimenti” saranno in 140 a necessitare di un nuovo collocamento.

LA PROVINCIA CHIUDE IL 2014 NELL'INCERTEZZA: "I TAGLI CI TOLGONO IL SONNO"

"TAGLI INDISCRIMINATI" - “La protesta dei nostri dipendenti non può passare inosservata ed è giusto così - ha spiegato il vicepresidente della Provincia, Gualtiero Mazzi, sceso in piazza per alcuni minuti assieme a Pastorello -. Persone, tra cui padri e madri di famiglia, che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro non possono passare in secondo piano. Io purtroppo non riesco ad essere molto positivo, tutto il contrario: dalle analisi svolte di recente emerge che i tagli alla Province sono davvero enormi, solo per il Veneto si ipotizzano 400 milioni in meno. La lotta diventa sempre più dura, quasi impossibile. I tagli non possono essere fatti in maniera indiscriminata, specialmente agli enti virtuosi come il nostro. Inoltre, mi risulta incredibile che il debito pubblico aumenti nonostante l'incremento delle tasse, poiché di norma il rapporto tra i due dovrebbe essere inversamente proporzionale. Spero dunque che a partire dal 2015 la situazione quantomeno migliori, noi continueremo ad impegnarci e a lavorare sodo come abbiamo sempre fatto”.

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