Verona, il mosto d'uva invade la strada. Pizzicato agricoltore 73enne

Pericoloso sversamento del liquido che viaggiava sul trattore verso la cantina locale. Le telecamere riprendono tutto e i vigili e chiedono conto al responsabile. Dovrà risarcire per il danno causato

(Foto web)

Il ponte della Motta sembra destinato a non avere pace. In tempo di alluvioni e disastri ambientali c'entra sempre: non sono rari i casi in cui viene superato dall'acqua e da anni si discute un suo "ridimensionamento" per contenere eventuali allagamenti. Troppo basso rispetto all'argine, inadeguato, bisognoso di ristrutturazione. Ora il manufatto di San Bonifacio è tornato alla ribalta per essere stato letteralmente invaso dal mosto d'uva. Un problema che potrebbe strappare anche qualche sorriso se non fosse per il fatto che la carreggiata si è trasformata in uno scivolo per le auto e quindi un serio pericolo per viabilità di pedoni e mezzi motorizzati.

Si tratta di un incidente, il cui responsabile è stato scoperto tramite i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. A finire nei guai, davanti agli agenti della polizia municipale, è stato un agricoltore di 73 anni che qualche giorno fa era passato sul ponte a bordo del trattore con rimorchio. E sull'asfalto, in prossimità della rampa di via Marconi, ci ha lasciato circa un terzo del carico di mosto. Come spiega l'Arena, l'anziano non avrebbe pensato di fermarsi e avrebbe proseguito il suo tragitto su via Moscardo, raggiungendo la cantina locale. A chiamare in municipio sono stati alcuni passanti. Sul posto si sono così recati i vigili urbani che hanno richiesto l'ausilio di un mezzo per la pulizia da Zevio. Così, mentre la spazzatrice ripuliva l'area allagata di mosto, i vigili hanno rintracciato il colpevole e l'hanno messo di fronte alle sue responsabilità. Dovrà pagare una multa e alla sua patente saranno decurtati alcuni punti più dovrà sostenere, tramite l'assicurazione, le spese di riordino dell'intera area. Non sarebbe comunque il primo caso di "perdita del mosto liquido" rilevato nelle vicinanze. Secondo il comandante dei vigili la causa principale, oltre alla non perfetta conservazione in contenitori stagni del carico, sarebbe imputabile al nuovo metodo di vendemmia che rende eccessivamente liquida l'uva e quindi difficilmente trasportabile.

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