Verona, strozzato dai debiti si chiude nella sua concessionaria e accende le moto per morire col gas

Dopo aver lavorato per dieci anni per sanare le pendenze che aveva con le banche un veronese di 44 anni era stato costretto a farsi mantenere dai genitori assieme alla famiglia. La vergogna e l'umiliazione l'hanno spinto a tanto

Dopo oltre dieci anni di attività non è riuscito a sanare i debiti contratti con le banche e per questo è stato costretto a farsi mantenere dai genitori, unitamente alla moglie e due figli di 7 e 2 anni. Evidentemente troppo per un uomo di 44 anni, residente nella provincia scaligera, che ha deciso di farla finita mediante intossicazione provocata dall’inalazione del monossido di carbonio fuoriuscito dalle motociclette che per anni sono state la sua fonte di reddito.

E così, dopo aver inviato alcuni messaggi a un suo amico si è chiuso nella sua concessionaria di moto e ha tentato il suicidio. Provvidenziale l’allarme lanciato dal suo amico ai carabinieri che, intervenuti sul posto, dopo aver sfondato una porta lo hanno soccorso e tratto in salvo.

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