Cronaca Centro storico / Via Don Enrico Tazzoli

Verona, "strani rumori" dal negozio vicino: entra e trova ladri intenti a ripulire la cassa. Poi scatta la lotta

Le urla di terrore della signora, alla vista dei due furfanti armati di cacciavite, hanno richiamato passanti e clienti del bar poco distante. Uno in fuga. Preso il complice, 31enne di origine serba

Lo hanno sorpreso mentre "ripuliva" la cassa di un negozio del centro nel quale si era introdotto forzandone l’ingresso. E' finito in manette per opera della polizia di Verona l'ennesimo ladro. Erano le 14e40 di mercoledì quando alla Sala operativa del 113 era arrivata una chiamata di soccorso da parte di una negoziante della centrale via Tazzoli.

Poco prima la donna aveva sentito degli strani rumori provenire dal negozio vicino al suo. Sembravano essere della serranda che si alzava e a seguire altri tonfi sordi. Insospettita dall’orario inusuale, la donna è scesa in strada, si è affacciata all’ingresso del negozio, che ha trovato aperto, ed ha così scoperto due uomini che, accucciati sopra la cassa, rovistavano al suo interno. I due, vistisi scoperti, brandendo ancora i cacciaviti con i quali avevano forzato la serranda del negozio, si sono allora lanciati verso l’uscita, allontanando la donna.

Le sue urla impaurite hanno richiamato dei passanti e degli avventori di un bar vicino i quali, mentre uno dei due malviventi riusciva a darsi alla fuga, hanno cercato di bloccare l’altro. Ma il ladro non ne voleva sapere di farsi prendere ed ha ingaggiato una breve ma intensa colluttazione. Per fortuna dopo pochi istanti è giunta la Volante della polizia e gli agenti hanno provveduto a immobilizzarlo, rendendolo così inoffensivo. Dopo essere stato identificato, l’uomo, 31enne serba senza fissa dimora in Italia, è stato trovato ancora in possesso di un grosso cacciavite e di un paio guanti da lavoro, i quali sono stati sottoposti a sequestro insieme anche all’altro cacciavite abbandonato per terra dal complice fuggitivo.

Alla luce di quanto accertato, il serbo è stato tratto in arresto per il reato di "rapina impropria in concorso con persona rimasta ignota" e giovedì mattina il giudice per le indagini preliminari ha convalidato la misura, comminando inoltre la pena di due anni di reclusione e 600 euro di multa, nonché la restituzione dei 75 euro rubati dal fondo cassa.

Al momento sono in corso ulteriori indagini per rintracciare il complice riuscito a fuggire verso via Pallone, descritto come un uomo magro, alto, vestito con un lungo giubbotto scuro.

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