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Sergio Borsato durante la registrazione nascosta al colloquio con il gironalista Ranucci

Sergio Borsato durante la registrazione nascosta al colloquio con il gironalista Ranucci

Verona, uno "squalo" in ditta per spolparne i clienti: condannato il "faccendiere" citato da Report

Secondo il Tribunale delle Imprese, l'uomo deve restituire le quote della società di Villafranca agli ex proprietari veronesi. Lui era uno dei due che registrarono di nascosto il giornalista Ranucci per il video su Tosi

Hanno vinto i proprietari dell’azienda che lui aveva cacciato dopo averne preso il comando. Protagonisti della vicenda sono gli imprenditori Gianni Pasquetto e Lorena Biasi della “Gei Soft Srl” di Villafranca, specializzata in informatica. Condannato a restituire quote societarie e a pagare le spese legali è l’uomo, definito “faccendiere”, che era balzato alle cronache non molto tempo fa dopo che il “caso Report” era esploso a Verona. Giacobbo è colui che assieme al leghista Sergio Borsato aveva ripreso di nascosto il giornalista Sigfrido Ranucci mentre discuteva di un servizio compromettente per il sindaco Flavio Tosi e la presunta “cricca” degli appalti in città. E proprio Borsato era stato uno di quelli assunti dal “faccendiere” alla Gei Soft. L’uomo, come spiega il Corriere Veneto, è stato descritto come “senza scrupoli” dai due imprenditori veronesi: approfittando della crisi aveva convinto i due, parlando di presunte conoscenze nel mondo bancario e con la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, a lasciargli in mano l’azienda come amministratore unico per poi spolparla dei clienti, facendo fatturare le consulenze ad un’altra società. La ricostruzione è sembrata convincente al Tribunale delle Imprese di Venezia che ha giudicato colpevole Giacobbo.

La vicenda era stata citata anche durante il servizio di Report andato in onda su Rai3 l’aprile scorso. E con il giornalista Ranucci, Giacobbo avrà a che fare fra pochi giorni, quando davanti al giudice di pace dovranno comparire entrambi per chiarire l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex comandante della guardia di finanza scaligera, Bruno Biagi. Comparirà anche Borsato, ritenuto testimone chiave.

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