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Verona, sporcizia, degrado, zero assistenza, code: Porta Nuova non è una stazione ma una giungla

Un pessimo biglietto da visita per la città dell'amore. I lavori non fanno altro che aumentare i disagi. Turisti allo sbando, servizi e strutture inadeguate, toilette rotte, ascensori inesistenti. Farci scalo è un'odissea

Numerose lettere di protesta ai giornali con precisa segnalazione di disservizi, turisti sperduti e senza assistenza, lunghe code e ritardi. È quanto, sembra, si presenti puntualmente nei viaggiatori che hanno modo (e la sfortuna) di capitare in stazione Porta Nuova a Verona. Un crocevia importante del Nord Italia che tuttavia si trasforma in una giungla. Lo rileva il quotidiano L’Arena, nel periodo più delicato per lo scalo passeggeri. I lavori in piazzale XXV Aprile sono tutt’ora in corso per dotare la struttura di parcheggio moderno e di una viabilità meno complicata. Secondo gli acuti osservatori le contestazioni mosse a Porta Nuova non farebbero altro che alimentare la brutta fama della stazione. Un terribile biglietto da visita per chi si avventura in città e scende dal treno. Agli occhi di costoro, infatti, la stazione si presenta come un edificio sporco, vecchio, tenuto male e organizzato peggio. Non servirebbe nemmeno l’insediamento di nuovi negozi per abbellire gli spazi interni. Sono visti come palliativo di contorno a finestre rotte che fanno filtrare acqua piovana, toilette da stazioni sperdute e sale d’aspetto lasciate all’incuria. In più anche le “risorse umane”, a quanto pare dal servizio del quotidiano, lascerebbero a desiderare. Come l’assistenza ai turisti, la mancanza di un collegamento wi-fi ad internet, oramai irrinunciabile in luoghi di passaggio come le stazioni. Anche e soprattutto in Italia, visti i ritardi onnipresenti dei treni. Spiega L’Arena che

Questa è la Verona da terzo mondo che, in estate soprattutto, si presenta quotidianamente agli occhi di migliaia di visitatori stranieri. Gli stessi che, una volta usciti sul piazzale ancora a soqquadro per gli interminabili lavori, dovranno penare non poco per ottenere le prime, essenziali indicazioni da qualche passante caritatevole e poliglotta: dov'è il centro cittadino (solo un piccolo segnale lo indica), ma in particolare dove si trovano i monumenti, gli alberghi, i ristoranti, e così via.

DISAGI SU DISAGI - Ci si aggiunga la mancanza di informazioni turistiche. Zero sportelli “Iat” a cui la Provincia doveva trovare soluzione, magari installandolo nell’ufficio della Deutsche Bahn. I viaggiatori sono ancora lì che attendono. Ma i disagi non sono compensati da uno sforzo supplettivo del personale. A portare su e giù per le scale i bagagli di alcuni turisti, proprio domenica, c’era un signore sconosciuto, senza alcun tesserino di riconoscimento, e che poi chiedeva una “mancetta” per il lavoro fatto. Un volenteroso a pagamento, insomma. Questo perché mancano gli ascensori in buona parte della stazione (la zona est - la più distante dalla biglietteria - ne è provvista, per quanto sgangherati). E nell’ora e nella giornata di punta, la domenica appunto, anche i ticket sono da sudare. Tre sportelli su sei sono rimasti aperti e le code lo testimoniavano. Così come quelle alle toilette. Per accedere sono necessari 80 centesimi. Un obolo che garantisce, evidentemente, la pulizia ma non la manutenzione. Alcune porte infatti dovrebbero essere trattenute a mano. All’espletamento dei propri bisogni dunque si dovrebbe aggiungere una sorta di “stretching” per avere un po’ di privacy. Almeno lì. A rendere più interessante la vicenda ci sono anche gli orari: e mica siamo in autogrill! Alle 24 (o mezzanotte, che dir si voglia), le toilette chiudono. Con buona pace degli incontinenti.

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