Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Malcesine / Viale Roma

Verona, spariscono i soldi dalla zaino del figlio: il papà ne parla col presunto autore. Spintoni e "minacce"

La testimonianza di un uomo dopo essere venuto a conoscenza che il ragazzo era stato visto con la cartella durante l'ora di educazione fisica alle Medie di Malcesine. Ha affrontato il ragazzo più grande perdendo la pazienza. Denunciato

A suo figlio viene rubato lo zaino da un ragazzo più grande e lui che, mentre ne discute con il presunto responsabile, perde la pazienza e scattano alcuni spintoni da una parte all’altra. È finita con una denuncia, ai danni del padre, l’episodio avvenuto fuori dalle scuole medie di Malcesine, qualche giorno fa. A segnalare l’accaduto è L’Arena che ha tentato di ricostruire cosa sia avvenuto tramite la testimonianza dell’uomo. Quest’ultimo ha raccontato di aver affrontato il giovane “solo per parlare e chiarire”. Succede che il padre del 13enne aveva consegnato al figlio circa 40 euro: sarebbero serviti per curare il mal di schiena in una struttura di fronte alla scuola. Il ragazzo aveva messo i soldi nello zaino che durante l’ora di educazione fisica, però, era stato notato in mano ad un altro giovane, più grande. Quando è arrivato il momento di pagare la cura si è accorto che era sparita la somma. Il padre venuto a conoscenza della storia si era così rivolto al presunto responsabile. Lo aveva aspettato fuori da scuola, si era detto “calmo” e disposto a discuterne con lui per ribadire il concetto che “certe cose non si fanno”.

Non c’è voluto molto che scoppiasse il patatrac. Secondo quanto riferito dal padre, il ragazzo ha preso in malo modo la reprimenda, arrivando persino a minacciarlo dicendogli di “non seccarlo, altrimenti ti brucio vivo”. Più volte. La situazione sarebbe poi degenerata ed è partito qualche spintone. La scena era stata però notata dalla madre del giovane, che è entrata a sua volta in discussione e alla fine ha deciso di denunciare l’uomo. La versione proposta dal quotidiano locale è unicamente quella del padre del giovane che sarebbe stato derubato e che avrebbe dunque perso le staffe davanti alla “maleducazione e alla sfrontatezza” dello studente più grande. A giocare un ruolo non secondario sarebbe stata anche la notizia su diversi episodi di bullismo avvenuti nella cittadina gardesana e alimentati da un dibattito in Comune. All’uomo, che confessa di avere un “figlio traumatizzato dalla vicenda”, è stato sospeso il porto d’armi.

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