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Verona, lo spacciatore nega la droga: scoppia il pestaggio a bottigliate e mazzate tra 4 giovanissimi

Violentissima rissa a seguito di una discussione nata tra tre ragazzi e un piccolo pusher, tutti di età compresa tra 17 e 21 anni. Finiscono all'ospedale con ossa rotte e ferite multiple. Il finimondo fa scappare i passanti

Nuovi, preoccupanti, episodi di violenza, a Verona. I carabinieri hanno arrestato per rissa aggravata due ragazze veronesi di 20 e 18 anni, un marocchino di 21 anni e un marocchino di 17 anni, deferito in stato di libertà al Tribunale per i minorenni. Posto sotto sequestro una mazza in legno e un martelletto per infrangere i vetri d’emergenza. Questi i risultati di un intervento, effettuato dai militari di Parona di Valpolicella e dei colleghi delle pattuglie di Verona, in via Alto San Nazaro, dopo che alcuni passanti avevano notato una colluttazione tra giovani. La pericolosità dei giovani coinvolti nella zuffa ha fatto scappare alcuni pedoni preoccupati per la loro incolumità.

I protagonisti hanno riportato complessivamente 50 giorni di prognosi per lesioni che vanno dalla frattura delle ossa nasali alle ferite multiple al cuoio capelluto e alla faccia. Alla base della rissa ci sarebbe stato il rifiuto del marocchino di condividere dosi dello stupefacente a due amici della ragazza con cui aveva avuto contatti in precedenza.

Il rifiuto è bastato per far infuriare i tre che hanno iniziato a spintonare il ragazzo che per tutta risposta, utilizzando il collo di una bottiglia rotta e recuperata in un cassonetto per la raccolta del vetro, si è scagliato contro il minorenne. Da quel punto in poi ogni mezzo è diventato lecito tra i quattro che, oltre ai calci e ai pugni, trovando una mazza in legno e un martelletto, hanno utilizzato anche quegli oggetti per farsi del male.

Fino all’arrivo dei carabinieri che, dopo averli bloccati e aver sedato la rissa, li hanno accompagnati in caserma. Tratti in arresto per rissa aggravata i tre maggiorenni sono stati sottoposti, a seguito della convalida degli arresti, all’obbligo di dimora nei comuni dove hanno il loro domicilio con l’obbligo di restare a casa dalle 18 alle 7 del giorno successivo. Il minorenne, deferito in stato di libertà per lo stesso delitto, ha dato il consenso alla definizione anticipata del procedimento.

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