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Verona, il sospetto, gli esami e la terribile verità. "Partner contagiata con l'Hiv": 43enne a processo

L’uomo, 43enne deve ora rispondere della contestazioni che gli vengono mosse davanti al giudice di pace. È accusato di lesioni gravissime. Se si rivelassero "dolose" rischierebbe grosso. La donna, 48enne, chiede risarcimento da 200mila euro

Si era sottoposta al virus Hiv e il responso l’ha fatta piombare in un turbinio di sofferenze e ansia. “Positiva”, si è sentita dire una donna, 48enne residente in provincia di Verona, dopo le analisi. Il terrore di essere stata infettata è scattato nel 2012. Poi ha preso la decisione di denunciare la sua vicenda. E ha trascinato in tribunale l’ex partner. Quel compagno contro cui l’accusa è di lesioni gravissime e che le era stato a fianco per 5 anni, dal 2006 al 2011. Il magistrato avrebbe però ipotizzato che durante la loro relazione l’uomo avrebbe avuto svariati incontri occasionali, senza mai avvisare l’attuale fidanzata ufficiale e quindi esponendola al rischio di contrarre malattie veneree. La più terribile delle infezioni si è però rivelata in tutta la sua orrenda verità.

L’uomo, 43enne deve ora rispondere della contestazioni che gli vengono mosse davanti al giudice di pace. Non davanti al tribunale ordinario, perché secondo il capo d’imputazione le lesioni sarebbero “colpose” e non volontarie. Altrimenti significherebbe anche che il partner era cosciente del proprio stato di sieropositivo e dalle carte non emerge nulla di ciò. Il pm ha intanto chiesto al giudice una perizia sulla salute dell’imputato con il test di accertamento dell’Hiv. La donna ha già avanzato nel frattempo un risarcimento danni da 200mila euro. A testimoniare la sua condizione sono i documenti medici. Come spiega il Corriere Veneto, il pm avrebbe avanzato le ipotesi di “negligenza, imperizia e imprudenza” nei confronti del 43enne, sulla base dei rapporti sessuali “non protetti” che si sarebbero auto negli anni di relazione con la compagna ufficiale. Ora tutto sta nelle mani del giudice che dovrà anche cercare di chiarire se l’uomo fosse a conoscenza di essere sieropositivo. Se infatti venisse accertato che aveva tenuto all’oscuro la partner dalla malattia contratta l’intera vicenda provocherebbe conseguenze ben più pesanti.

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