Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Verona, soccorso problematico in casa: un bimbo di sei anni muore dopo una tonsillite

Tragedia famigliare nel Veronese. Il doloroso racconto di mamma e papà a cui è strato strappato il piccolo figlio, affetto da tetraparesi. Nel registro degli indagati finiscono due medici e gli infermieri

Morire a sei anni dopo il ricovero per una tonsillite. E’ la tragedia che ha visto protagonista una famiglia veronese, all’alba del nuovo anno. Il bimbo, affetto da tetraparesi, è deceduto il 2 gennaio, in seguito a complicazioni e imprevisti. Era stato in ospedale lo scorso dicembre ma poi era stato dimesso. Respirava a fatica, aveva un’infiammazione alla gola e per quello i genitori si erano rivolti ai medici. Due di quest’ultimi e altrettanti infermieri sono stati iscritti nel registro degli indagati in base alle indagini in corso del sostituto procuratore Beatrice Zanotti. Si stanno dunque accertando le responsabilità di un medico di guardia, di quello a bordo dell’automedica, dell’infermiera e del personale dell’ambulanza. Il piccolo era stato ricoverato alcune settimane prima per un’infezione alle vie respiratorie ma i genitori hanno assicurato che per il resto stava bene. Tutti gli organi a posto. Dopo la visita era stato dimesso e i genitori erano stati dotati di tutto il necessario per affrontare le emergenze. Come spiega L’Arena, la famiglia aveva ottenuto aspiratori, ossigeno e apparecchiature per misurare la quantità di ossigeno nel sangue. Tutto allestito nella cameretta, dove il bimbo doveva rimanere fino a fine terapia.

La scorsa settimana è scattato l’allarme. Una crisi in piena regola aveva spinto i genitori a rivolgersi al medico di guardia. Secondo la testimonianza resa dalla mamma al quotidiano locale, si sarebbe dovuto insistere per far controllare al professionista le tonsille del bimbo. La prescrizione di un antibiotico avrebbe permesso di far tornare tutto alla tranquillità. In realtà l’attacco era stata solo un’avvisaglia del dramma. Il giorno successivo una nuova crisi ha fatto comporre il numero del 118. Gli operatori giunti sul posto hanno steso il piccolo paziente sul divano ma qualcosa ha cominciato ad andare storto. Il saturimetro, probabilmente scarico, ha smesso di funzionare. Come spiega il papà all’Arena, gli operatori del 118

“Non avevano più idea di come andasse, di quanto ossigeno avesse nel sangue. Poi hanno deciso di intubarlo, avevano il divaricatore ma la piccola lampadina non si accendeva e non riuscivano a infilare la cannula. E credo abbiano perso la tranquillità, ma ho visto che il mio bambino cominciava a rannicchiarsi. Mi dicevano di non preoccuparmi, tenevamo noi le flebo, siamo andati a prendere l'ossigeno, quello che era nella sua stanza”

Dopodichè la situazione non ha fatto altro che peggiorare. Spiega ancora la madre, sconfitta dal terribile dolore di aver perso in  figlio, che

“Ho capito in quel momento che il suo cuore non batteva più. Ma perchè ce lo hanno fatto portare in sala? Perchè lo hanno staccato dai macchinari?” … “Sono salita con lui, ma aveva già smesso di respirare” … “Ho allungato la mano, l'ho sentito immobile e li ho aiutati a sistemare gli elettrodi. Ma la pancia era ferma. Era già morto”.

I funerali del bambino si terranno nei prossimi giorni. La Procura ha già fornito il nulla osta. Ma le indagini continuano.

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