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Verona, furto d'acqua e corrente. Sinti assolti: "Contatore del Comune"

Depositate le motivazioni della sentenza che aveva scagionato i 41 ocupanti delle piazzole di via Sogare: nessun "ladrocinio" tramite allacciamenti e nessuna occupazione abusiva. Si chiude dopo 5 anni il caso

Non c'è stato furto d'acqua, non c'è stata occupazione abusiva, dubbi anche sul furto di elettricità. A deciderlo, giorni fa, era stato il giudice del tribunale di Verona, Giorgio Piziali. Ora sono state rese note le motivazioni della sentenza di assoluzione dei 41 sinti delle piazzole di via Sogare. L'acqua non era stata rubata perché, a quanto si legge nel documento riportato da l'Arena, perché la fornitura "era riferibile ad un contratto con l'ente erogatore (Acque Veronesi)". Anche l'imputazione sull'occupazione abusiva è caduta. Il giudice non ha trovato motivazioni per cui si dovesse procedere: "l'accesso all'area non è stata mai sottoposta ad alcuna autorizzazione". Sul furto della corrente, a dispetto del significato, è calata invece l'oscurità: dei 41 sinti solo due erano stati accusati. In questo caso, però, il presunto allacciamento abusivo era stato operato nella derivazione di un contatore, e non sulle condotte principali, le uniche ritenute "rilevanti".

ACCUSATI DI FURTO D'ACQUA E ELETTRICITA': TUTTI E 41 I SINTI ASSOLTI

CINQUE ANNI FA - Il caso che ha trascinato in Tribunale i 41 sinti risale al 2008. I vigili urbani di Verona erano intervenuti con carabinieri e poliziotti nel campo nomadi di via Sogare. Secondo l'accusa del pm Giusy Bisceglie, tutte le famiglie accampate nel piazzale Atleti Azzurri d'Italia avevano usato abusivamente l'acqua pubblica, tramite allacciamenti illeciti alla rete idrica di Acque Veronesi. In più due di loro dovevano anche rispondere di furto di elettricità ai danni di Agsm. I reati avrebbero portato a chiedere 3 anni. I difensori, tuttavia sono riusciti nell'intento di far comprendere che "era tutto regolare".

A PROCESSO - Il primo reato a cadere "perché non sussiste" era stata l'occupazione abusiva, durante l'udienza preliminare. Due mesi fa sono stati smantellati anche gli altri due, quelli più gravi, di furto. Gli avvocati di parte civile hanno condannato la scelta del Comune di perseguire alcune persone, "tutte veronesi e in possesso di cittadinanza italiana", con l'accusa di aver rubato un bene primario come l'acqua. In più gli stessi legali hanno voluto far emergere il paradosso: alcuni sinti mandati a processo avevano denunciato il sindaco di Verona, Flavio Tosi, per propaganda d'idee razziste. Il primo cittadino era stato chiamato in causa il 20 ottobre, mentre il raid di carabinieri, vigili e polizia era avvenuto il 25 settembre. In ogni caso, il giudice Giorgio Piziali ha assolto tutti e 41 i sinti perché il "fatto non costituisce reato". Per attendere la motivazione, tuttavia, bisognerà aspettare 45 giorni.

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