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Verona, il sindaco revoca l'ordinanza: "L'acqua del rubinetto è pulita"

A Negrar era scoppiato l'allarme per un possibile avvelenamento dell'acqua. Le analisi dell'Ulss 22 chiariscono che i livelli sono nella norma. Due giorni fa il primo cittadino ne aveva vietato l'uso a scopo potabile

Ordinanza revocata. I cittadini di Negrar possono tornare a bere l’acqua del rubinetto. Il sindaco, Giorgio Dal Negro, ha ritirato il provvedimento in base all’esito delle analisi effettuate dall’Ulss 22. La presenza di tetracloroetilene è rientrata nei limiti stabiliti dalla legge, quindi al di sotto dei 10 microgrammi per litro. I valori riscontrati dall’azienda sanitaria che avevano portato all’emanazione dell’ordinanza da parte del sindaco erano di 11 microgrammi al litro, quindi di poco superiori al tetto massimo. Peraltro, l’Organizzazione mondiale della Sanità, ha fissato in 40 microgrammi per litro la soglia limite.

"E va tenuto presente - spiega una nota di Acque Veronesi - che, in base agli studi dell’Oms, eventuali effetti tossicologici si potrebbero presentare soltanto a seguito di un uso continuativo dell’acqua e non certo di un utilizzo circoscritto nel tempo, così come è accaduto per alcune famiglie di Negrar. Quindi, le persone, compresi i neonati, che nelle scorse ore avevano bevuto l’acqua del rubinetto non hanno corso alcun pericolo".

Per quanto riguarda la situazione reale di approvvigionamento d’acqua del comune, già alcune ore prima che il sindaco emettesse l’ordinanza che ne vietava l’utilizzo, l’intera zona era stata rifornita esclusivamente dall’acquedotto di Verona, in quanto il pozzo della centrale di Terminon non era mai entrato in funzione nei giorni precedenti. Questo perché Acque Veronesi aveva modificato per tempo l’assetto acquedottistico, incrementando l’approvvigionamento dalla rete cittadina. Ulteriore intervento dell’ente gestore, effettuato a scopo del tutto precauzionale, era stato quello di mettere in funzione due filtri a carboni attivi in grado di trattare 40 litri al secondo. Una quantità che, sommata ai 60 litri al secondo provenienti dalla rete idrica di Verona, ha garantito fin da subito un’ottima qualità dell’acqua erogata ai cittadini di Negrar (su questo campione, le analisi interne di Acque Veronesi avevano dato come risultato quello di un solo microgrammo al litro di tetracloroetilene, ossia 10 volte inferiore alla soglia consentita).

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