Verona, sindaci in Provincia per la Tav. Comitati del "No" protestano: "Costi altissimi, territorio devastato"

Primo tentativo per mediare con Sona, Castelnuovo, Peschiera e Sommacampagna. Commissione regionale già in sopralluogo. Pastorello: "La tutela delle nostre bellezze è priorità ma l'opera è fondamentale". "Miliardi sperperati per l'inutile"

Primo tentativo della Provincia di Verona dell'era Pastorello per mediare con i sindaci veronesi i cui comuni sono interessati dal tracciato dell'Alta Velocità. Negli scorsi giorni il Ministero ha garantito i finanziamenti necessari a procedere con i cantieri, annunciando di fatto il "via libera". Pastorello ha perciò convocato i sindaci di Peschiera, Castelnuovo del Garda, Sona e Sommacampagna, cioè i territori protagonisti della linea Milano Verona.

L'incontro, fissato per il 10 novembre, ha l'obiettivo di coordinare i primi cittadini del territorio per raggiungere una visione condivisa sul tracciato, con l'intento che possa essere vincolante in sede di decisione finale. Infatti, l'approvazione del progetto definitivo avverrà presso il Cipe, Comitato interministeriale per la Programmazione economica, alla presenza della Regione del Veneto che si farà portatrice del parere congiunto. La concertazione dovrà tener conto anche delle valutazioni espresse dalla commissione provinciale sulla Valutazione di impatto ambientale.

“Dopo tanti anni - ha spiegato Pastorello - la questione del tracciato Tav sul territorio veronese è ancora di attualità, nel senso che le nostre criticità permangono tutte. Come ente di area vasta, è mio intento coordinare le osservazioni dei sindaci e dei cittadini e fare in modo che abbiano un maggiore peso specifico sui tavoli delle decisioni. La salvaguardia delle nostre bellezze paesaggistiche e del nostro tessuto produttivo è una priorità seria, fermo restando che la linea ad Alta velocità è una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del paese e della nostra economia. Noi non siamo contro il progresso, siamo solo amministratori seri che vogliono il meglio per i propri cittadini”.

COMITATI NO TAV ALL'OPERA - Intanto proprio mercoledì mattina, dalle 9e45, a Sommacampagna, è arrivata la commissione regionale per un sopralluogo. Si sono fatti dunque subito sentire i comitati "No Tav" veronesi, uno dei quali "Gente contro il disastro Tav", è rimasto in presidio dalle 9e15 alle 11 davanti al municipio con bandiere striscioni e volantini per "denunciare l'inutilità di questa grande opera che costerà 62 milioni di euro al chilometro (pagati dai cittadini) per trasportare qualche centinaio di passeggeri al giorno". Le ragioni del primo presidio "No Tav" le spiega il portavoce Daniele Nottegar, anche promotore del comitato contro il Traforo delle Torricelle.
"Ha un costo altissimo su tutta la tratta - spiega Nottegar -. È tutto denaro pubblico che viene tolto da altre parti e che andrà a pesare sul debito pubblico. Questi soldi potrebbero essere usati per mettere in sicurezza i territori a rischio idrogeologico o per costruire e far funzionare asili e scuole o per evitare i tagli alla sanità. Inoltre non viene mai detto se e quando è previsto il rientro dall’investimento. Per rendersi conto che le merci sulla Tav non transitano basta guardare alla tratta Torino-Roma dove i soli convogli che usano la costosissima infrastruttura sono per i passaggeri e spesso arrivano pure in ritardo".
Continua Nottegar che spiega anche come "i lavori dureranno 7-10 anni, con la costruzione di nuove cave, di nuove discariche, la presenza di numerosi cantieri ed il transito di decine di camion (almeno 180 al giorno). Dulcis in fundo, distruggerà il 20 percento della superficie coltivata a vite della zona in cui si produce il Lugana (circa 250 ettari) con una perdita economica stimata in circa 14 miloni di euro annui. Esistono dei progetti alternativi che con il potenziamento delle linee ferroviare esistenti ottengono dei risultati trasportistici migliori rispetto alla Tav".

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