Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Via dell'Agricoltura

Verona, sicurezza sul lavoro, 200 studenti veronesi sul campo. Cantieri aperti per lezioni "live"

Cinque imprese si sono offerte per sostenere un progetto di prevenzione e tutela rivolto alle classi terze degli Istituti tecnici di Verona e provincia: ai ragazzi data la possibilità di assistere a un percorso di riqualificazione urbana

Gli studenti delle classi terze degli Istituti tecnici di Verona e provincia che fanno pratica in uno dei cantieri più interessanti della città dove è in atto una grande opera di riqualificazione urbana. L’iniziativa, unica in Italia, è stata promossa da Cpt (Comitato paritetico territoriale per la prevenzione degli infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro in edilizia) con il contributo di AnceVerona, Inail, Spisal, degli Istituti tecnici e di cinque virtuose imprese veronesi che hanno messo a disposizione i cantieri per le lezioni. 

In ogni ambiente di lavoro sono indispensabili adeguate misure di prevenzione e tutela della sicurezza e l’edilizia è tra i settori che più necessitano di accortezza e vigilanza per l’alto rischio di infortuni mortali e gravi. La cultura della regolarità e della prevenzione deve diventare un progetto familiare già sui banchi di scuola e l’apprendimento dei principi di tutela dei lavoratori deve far parte della preparazione dei giovani. “La scuola va in cantiere: Lezioni live sulla sicurezza”: si chiama così il ciclo di lezioni "live" rivolto a 190 studenti veronesi in quattro cantieri della città appaltati a cinque imprese scaligere virtuose, che hanno messo a disposizione gli spazi di lavoro a scopo didattico.

Mercoledì 25 febbraio dalle 10, in via dell’Agricoltura, area ex Magazzini generali a Verona, un folto gruppo di ragazzi delle classi terze degli istituti "Cangrande della Scala" di Verona, "Calabrese-Levi" di San Pietro in Cariano e "Dal Cero" di San Bonifacio hanno fatto pratica di quanto appreso sui banchi di scuola in uno dei cantieri più interessanti della città. In questo spazio, appaltato a tre imprese edili veronesi (Serpelloni SpA, Lonardi SpA e Fedrigoli Costruzioni SpA) è infatti in atto una grande opera di riqualificazione urbana, firmata dal celebre architetto Mario Botta, in un’ottica di recupero sostenibile della città. La mattinata si è sviluppata in tre momenti chiave: l’incontro con le figure tecniche responsabili della sicurezza in cantiere; l’illustrazione del progetto e, infine, il momento della visita vera e propria durante la quale gli studenti saranno chiamati a rilevare, verificare e valutare le idoneità e le criticità rilevate lungo il percorso.

“Quando sono diventato presidente - spiega l'ingegnere Francesco Tieni, presidente del Cpt - la prima riflessione che ho fatto sul futuro dell’Ente è stata: non esageriamo con le lezioni in aula, portiamo i nostri giovani a confrontarsi direttamente con la realtà, perché ciò che a loro manca è l’esperienza sul campo. Oggi siamo la prima realtà in Italia a proporre questo modello educativo”  e aggiunge: “Ci auguriamo che ciò che stiamo facendo possa essere l’inizio di un cambiamento, che il progetto possa essere preso a testimonianza e quindi riproposto anche altrove nel nostro Paese”.

Il cantiere è storicamente un luogo ad alto rischio dove è richiesta particolare attenzione a ciò che si fa, per se stessi e per gli altri. Durante l’incontro, gli studenti saranno quindi chiamati a valutare le criticità che si celano sul luogo di lavoro. Per affrontare il percorso dovranno frequentare un incontro preparatorio in aula con i tecnici  per definire obiettivi e modalità di attuazione: le norme comportamentali da tenere in cantiere, gli elementi da osservare, la distribuzione di una check list semplificata per cogliere le criticità positive e negative. Per una gestione consapevole e in sicurezza del percorso, all’ingresso in cantiere verranno forniti a tutti i partecipanti i dispositivi di protezione individuali (DPI): elmetti protettivi, gilet alta visibilità e scarpe antinfortunistiche.

Durante le indagini spesso verifichiamo che l’infortunio non è una fatalità ma è causato da problematiche legate all’organizzazione del cantiere e all’utilizzo inadeguato o mancato dei dispositivi di protezione. Per questo è fondamentale incentivare e promuovere la cultura della sicurezza sin dai banchi di scuola” afferma Manuela Peruzzi, responsabile di Vigilanza di Spisal. “Al termine del percorso formativo gli studenti riceveranno un attestato di formazione, riconosciuto anche dalle aziende e dalle imprese che potranno in questo modo avvalersi di figure professionali già formate, risparmiando sui costi della formazione in materia di sicurezza”.

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