Vigili del fuoco per l'Est veronese. La Cgil difende il polo di San Michele

Luca Cipriani e Andrea Risidori: "Se non si apre nei prossimi mesi il nuovo polo per l'emergenza nella ex caserma dei carabinieri, rischiamo di perdere i nuovi 28 vigili del fuoco in arrivo"

Sembra complicarsi la creazione di un distaccamento del vigili del fuoco per l'Est veronese. I sindaci dei Comuni interessati si sono riuniti per cercare una soluzione alternativa a quella individuata nella ex caserma dei carabinieri di San Michele Extra, a Verona, dove dovrebbe sorgere un polo per l'emergenza, dotato di 28 nuovi vigili del fuoco. A livello nazionale, l'iniziativa è sostenuta dal deputato veronese del PD Vincenzo D'Arienzo che ha scritto al ministro dell'interno, chiedendogli di non sostituire la scelta di San Michele con la creazione di un distaccamento permanente tra San Martino Buon Albergo e Caldiero.

La sfida lanciata dai sindaci e da D'Arienzo non vede però concordi i sindacati che per la soluzione di San Michele Extra avevano lavorato a lungo. "La costituzione di un polo per l'emergenza era stata subito condivisa dal Comune di Verona che ha già deliberato la disponibilità dello stabile a titolo gratuito per nove anni e, conseguentemente, aveva convinto il ministero dell'interno a dirottare su Verona 28 nuovi vigili, altrimenti destinati ad altre province - scrivono Luca Cipriani e Andrea Residori di Fp Cgil vigili del fuoco - In tal senso l'accordo è chiaro: il nuovo polo della sicurezza di San Michele Extra deve essere aperto entro i prossimi mesi, altrimenti il personale verrà inviato verso altre province".

Il nuovo intessamente dei comuni dell'Est veronese piace ai vigili del fuoco della Cgil che però ricordano che "per realizzare ulteriori presidi serve innanzitutto che i comuni formalizzino la richiesta. Dopodiché devono mettere a disposizione una sede idonea. Forse, sarebbe opportuno, per i comuni dell'Est, aprire un confronto con la direzione regionale in un'ottica di attività interprovinciale con la vicina Vicenza".

Il problema evidenziato da Cipriani e Residori è che questa iniziativa potrebbe non giovare ai cittadini perché "il personale assegnato per l'apertura di San Michele Extra potrebbe essere destinato ad altre province che attendono da anni di riempire i distaccamenti vuoti, rimandando la decisione su Verona ai prossimi anni, quando, forse, i comuni dell'Est avranno trovato una soluzione".

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