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Giovanissimi "narcos" da Verona alla Lessinia, sgominata banda

Quattro gli spacciatori arrestati, tutti di età compresa tra i 19 e i 23 anni, capeggiati da un 21enne di origine sudamericana di San Giovanni Lupatoto. Secondo le Fiamme Gialle riuscivano a muovere 10 chili alla settimana

Giovanissimi e già trafficano droga come compassati "narcos". La guardia di finanza di Verona ha smantellato un'organizzazione formata da veronesi capeggiati da un sudamericano. Quattro le persone arrestate, che hanno un'età tra i 23 e i 19 anni. Hashish e marijuana venivano spacciati dai comuni dell'immediata periferia di Verona città fino in Lessinia. Ed erano in grado di soddisfare, secondo le indagini, ogni "richiesta di fumo ed erba".

Le Fiamme Gialle, nell'ambito dell'operazione "Yeti" avviata il 2 luglio, hanno così fatto irruzione in un appartamento di San Martino Buon Albergo, dove era appena stata organizzata una nuova partita di droga. Durante la perquisizione, anche grazie al fiuto del cane antidroga Ugan, sono stati rinvenuti 312 grammi e mezzo di marijuana, confezionati in sette buste, due grammi di hashish e cinque bilancini di precisione. La stessa notte perquisizioni sono scattate anche in altri due appartamenti, uno a Verona, in Borgo Venezia, e l'altro a San Giovanni Lupatoto. Le indagini si sono chiuse poi a Roveré Veronese, sequestrando quasi due etti di marijuana e 71 grammi di hashish, oltre a un bilancino.

Il giudice per le indagini preliminari, Rita Caccamo, su richiesta del pm Paolo Sachar, ha confermato la custodia cautelare in carcere per il colombiano John Steven Pardo Moscoso, 21 anni, residente a San Giovanni Lupatoto, considerato il "dominus" dell'organizzazione. Arresti convalidati anche per uno dei corrieri che consegnavano a bordo di grosse moto, Andrea Poggiani, 19 anni, di Verona, Edward Paniccia, 23enne di Roveré Veronese, e Ciro Russo, 20enne originario di Napoli, residente a San Martino Buon Albergo. Per tutti il giudice ha disposto l'obbligo di firma. Secondo la guardia di finanza si trattava di un vero e proprio supermercato della droga, in grado di movimentare dieci chili di droga nel giro di due-tre settimane e di soddisfare ogni cliente in tempi brevissimi, mai oltre le 24 ore. Il traffico era gestito attraverso alcuni corrieri che consegnavano anche a domicilio.

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