Verona, servizio d'emergenza a Legnago: infermiera picchiata dal figlio della paziente

Aggressione con insulti alla professionista di 37 anni dell'Ulss 21 dopo l'arrivo sotto l'appartamento del centro storico in cui viveva una signora di 82 anni che ha accusato un malore

Al lavoro come in guerra. Brutto quarto d'ora passato da un'infermiera dell'Ulss 21 di Legnago, domenica pomeriggio, che è stata aggredita, offesa e picchiata da un uomo, figlio di un'anziana paziente. La professionista, 37 anni e in forza al Pronto soccorso, era intervenuta con un collega in un appartamento del centro storico del capoluogo della Bassa per prestare servizio a una 82enne veronese. A chiamare in causa l'ambulanza era stata la badante, preoccupata del fatto che l'anziana non dava segni di vita a letto. In tre minuti il mezzo di soccorso del "Mater Salutis" si è recato sul posto: troppo tempo, almeno secondo il figlio della paziente. Come spiega L'Arena, i problemi sono cominciati dal momento in cui il personale sanitario ha messo piede a terra nell'appartamento.

L'infermiera 37enne non ha fatto in tempo a recuperare la lettiga e il defibrillatore che è stata accolta con insulti e offese da parte dell'uomo, visibilmente fuori di se' per l'ansia. Ma le parolacce non gli sono sembrate abbastanza, così è passato ai fatti, aggredendo alle spalle e alla nuca la dipendente dell'Ulss 21. Due colpi alle scapole e dietro al collo. L'uomo si è fermato solo quando il collega infermiere e autista è intervenuto. I due operatori hanno poi dovuto correre nella camera della donna malata per verificarne le condizioni. Purtroppo per l'82enne non c'era nulla da fare. Sul posto sono poi giunti i carabinieri di Legnago che hanno voluto fare chiarezza sull'episodio di aggressione. L'infermiera in queste ore sta presentando denuncia in caserma. Secondo il referto medico ha subito un "trauma alla regione cervicale e uno stato ansioso da panico". Se le caverà in due settimane.

REAZIONI - Quando definisco gli operatori del Suem 118 e quelli sanitari in generale eroi silenziosi mi riferisco ad esempio al fatto accaduto all’operatrice del Suem 118, che mai avrebbe pensato, scendendo dall’ambulanza, di essere aggredita da un parente della persona da soccorrere. A lei e ai suoi colleghi rivolgo la mia solidarietà ed il grazie di tutti i veneti per il lavoro difficile e a volte rischioso che svolgono ogni giorno”. Con queste parole, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta il fatto avvenuto a Legnago.

“Nessuno pensi che questo costituisca in alcun modo critica al comportamento del figlio della signora anziana, al quale vanno prima di tutto le mie condoglianze per la morte della madre, che si trovava in condizioni psicologiche difficilissime. Ma fatti come questo – conclude Zaia – devono spingere tutti noi e i direttori generali in particolare a cercare e individuare forme di protezione per questi sanitari in prima linea 24 ore su 24”.

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