Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Peschiera del Garda / Casello A4

Verona, sequestrato e ritrovato a Peschiera: arrestati i rapitori di Charlie il pony più piccolo al mondo

Era nella boscaglia legato con le briglie a un albero non lontano dallo svincolo autostradale. Il proprietario avrebbe pagato un riscatto di 3mila euro. I carabinieir risalgono agli autori: tre nomadi tra Perugia e Rovigo

Volevano ottenere dei soldi e alla fine lo hanno liberato per guadagnarsi la fuga. Ora sono finiti in manette. Quattro le persone ritenute colpevoli del rapimento di Charlie, il pony più piccolo al mondo e per questo entrato nel Guiness World Record. Charlie, alto poco più di una settantina di centimetri, era stato rubato il 12 settembre scorso a Città di Castello (Perugia), e ritrovato una settimana più tardi dal suo proprietario, Bartolo Messina. Era nella boscaglia, come ha riferito lui stesso agli investigatori, legato con le briglie a un albero non lontano dallo svincolo autostradale di Peschiera sul Garda, località indicata in una telefonata anonima all'allevatore e artista equestre che però al suo arrivo ha trovato solo l'animale.

Per riportarlo sano e salvo a casa il proprietario aveva pagato un riscatto di tremila euro. Ma il rapimento, a distanza di mesi, ha portato ai suoi responsabili che ora sono accusati di ricettazione (l'animale è considerato un "oggetto" dal Codice penale) ed estorsione: tre nomadi, tra cui un rodigino residente a Cavarzere (Venezia), sono state arrestate dai carabinieri perugini e una quarta è attualmente soggetta all'obbligo di firma. I controlli dei militari dell'Arma, che tennero al segreto gli eventuali risvolti delle indagini, si direzionarono quasi subito su alcuni campi nomadi dell'Umbria nei quali risiedevano alcune persone con precedenti specifici, anche nel mondo dei cavalli da gara. Avendo rintracciato due nomadi di 25 e 34 anni, poco dopo è finito nel mirino anche il 40enne di Cavarzere, ritenuto la persona che custodiva di fatto Charlie. Una quarta persona, commerciante di 53 anni, di Perugia, è stato sottoposto all'obbligo di firma: sarebbe stato lui a chiamare Bartolo Messina prospettando il ritorno sano e salvo del piccolo pony dietro pagamento di un "compenso".

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