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Verona, scoppia la passione tra vicini ma poi lo stalking: poliziotto viene perseguitato dalla ex amante

A relazione extraconiugale finita scattano le pulsioni della donna che lo avrebbe tempestato di messaggi e telefonate per rimettersi con lui. Ansia per i pedionamenti e cambio di abitudini lo costringono alla denuncia

Un “contrappasso” da incubo. E’ quello che si è trovato a dover affrontare un poliziotto specializzato in episodi di stalking, a suo volta perseguitato da una ex amante incapace di chiudere la relazione. Per questo ha deciso di denunciarla e trascinarla in tribunale. Il processo comincerà la settimana prossima. Una passione nata sul pianerottolo di casa: si erano conosciuti da vicini di casa e, nonostante entrambi fossero sposati, avevano cominciato a frequentarsi. Dal 2010 la relazione era proseguita con alti e bassi fino a maggio 2012, periodo in cui il poliziotto aveva deciso di troncare ogni contatto. Sarebbe stato a quel punto che avrebbero cominciato a farsi più moleste le pressioni della donna. Domandava chiarimenti ma lo avrebbe fatto in maniera spropositata. Almeno secondo la presunta vittima: una grande mole di messaggi, telefonate, sms, alcuni dei quali, come spiega L’Arena,

“dal contenuto minaccioso e ingiurioso in cui evidenziava un sentimento di gelosia per la frequentazione dell'uomo con altre donne”

Secondo le sue confessioni la avrebbe incontrata più di una volta, non casualmente, anche lungo il percorso che faceva mentre andava a correre. E’ stato a quel punto che l’uomo, oltre a dover vivere con l’ansia di essere pedinato e a convivere con l’idea di dover incontrare l’ex amante per strada, ha raccontato tutto alla moglie. Quest’ultima, secondo la presunta parte offesa, non sarebbe stata esente da ingiurie e minacce, dato che in un caso, incrociandola, l’accusata le si sarebbe rivolta dicendole che

“Hai il marito che ti meriti”

In ogni caso anche il marito della donna 40enne si era accorto della relazione e da quel momento ogni “molestia” era cessata. Tuttavia l’ex amante aveva già dovuto cambiare abitudini di vita e viveva continuamente, secondo la difesa, in uno stato di apprensione. Così si era rivolto ad un avvocato ed era partita l’accusa di stalking. Da parte sua la donna sta preparando la sua versione dei fatti, secondo cui, a grandi linee, aveva faticato inizialmente a digerire la fine della relazione e non si sarebbero verificati gli episodi persecutori di cui sarebbe imputata.

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