Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Milano / Corso Milano

Verona, scontro tra i due caccia Tornado: sarà la Procura militare di Verona a svolgere le indagini

È territorialmente competente dove erano di stanza i quattro militari che stavano sorvolando la provincia di Ascoli Piceno. Gli equipaggi erano in campo alla base di Ghedi (Brescia), che ricade sulla competenza del Tribunale scaligero

Sarà la Procura militare di Verona, territorialmente competente dove erano di stanza i militari, ad occuparsi dell'inchiesta sull'incidente aereo avvenuto in provincia di Ascoli Piceno. Due caccia Tornado dell'Aeronautica militare si sono scontrati in volo ed è stato confermato che non c'è alcun superstite tra i quattro piloti: Alessandro Dotto (capitano pilota, 31 anni di Ivrea), Giuseppe Palminteri (capitano navigatore, 36 anni di Palermo), Mariangela Valentini (capitano pilota, 32 anni di Borgomanero in provincia di Novara) e Paolo Piero Franzese (capitano navigatore, 35 anni di Benevento).

Dell'indagine ha dato conferma il procuratore militare di Verona, Luca Sergio, il quale ha spiegato che "una legge specifica prevede che l'inchiesta sia affidata alla Procura territorialmente competente dove sono di stanza i militari ed i beni coinvolti nell'indagine. In questo caso gli equipaggi erano in campo alla base di Ghedi (Brescia), che ricade sulla competenza del Tribunale militare di Verona".Il procuratore Sergio ha poi ricordato che "un'inchiesta viene aperta d'ufficio ogniqualvolta si verifichino incidenti con danni a mezzi militari, in questo caso si tratta di due aerei molto costosi. Oltre naturalmente al grave lutto per la perdita dei quattro componenti degli equipaggi". Il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti per "distruzione di beni militari". Nelle prossime ore alcuni ufficiali dell'Aeronautica verranno sentiti e saranno acquisiti i documenti più utili alle indagini. testimonianze, foto, filmati, piani di volo e dati di controllo del traffico aereo. Una delle due scatole nere è già stata ritrovata.

Secondo fonti interne all'Aeronautica, i jet erano impegnati in un'esercitazione di simulazione. Una "navigazione che doveva simulare un assetto tattico specifico", una ricognizione di una determinata zona, e che prevedeva "alcuni punti di virata". Una missione che, secondo il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, si fa "quotidianamente ed è regolarmente pianificata ed autorizzata in accordo alle norme ed alle regole del volo in vigore, nel pieno rispetto dei previsti standard di sicurezza".

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