Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Badia Calavena / Via Principi di Piemonte

Verona, va in scena il "Kamasutra per i single": fedeli in processione dal parroco a protestare

Protesta di un gruppo di fedeli per i volantini promozionali riguardo un incontro alla biblioteca di Badia Calavena. Starebbero organizzando una preghiera per scacciare i pensieri lussuriosi dal paese

“Il Kamasutra per i single. Monologo orgasmico”. E’ bastato questo annuncio, riportato sui volantini promozionali, a scatenare il bailamme, a Badia Calavena. Una processione di fedeli che hanno voluto incontrare il parroco per documentargli quanto stava per accadere in una biblioteca del paese ad opera, per di più di due donne. A recitare il testo scritto dal’autrice Roberta Costantini sarà l’attrice Giulia Magnabosco. Evidentemente non avrà vita facile l’incontro organizzato per giovedì sera, 30 gennaio alle 21, alla biblioteca che fatalità si trova dietro la chiesa, in via Principi di Piemonte.

Sembrerebbe che lo stesso gruppo di fedeli stia organizzando una preghiera collettiva da estendere ai peccaminosi ospiti della libreria. In realtà, al di là del titolo, volutamente provocatorio, le due giovani parleranno alla platea di un rapporto “lussurioso” con il divano di casa. Da lì il titolo “Kamasutra per i single”. Quanto alle posizioni “orgasmiche”, si tratta dei sei modi di stendersi. Sarà l’attrice a illustrare i procedimenti. L’incontro di Badia Calavena è ispirato al primo dei sei racconti raccolti nel libro di Roberta Costantini. Nulla di pruriginoso, quanto di benessere spirituale, come spiega L’Arena. Come spiega la stessa autrice,

“Sotto non c'è alcuna teoria scientifica nè alcun approccio zen che si prenda sul serio, ma il racconto è uno specchio dell'adolescenza quando l'introspezione, la solitudine e lo stare con se stessi, coltivando la propria interiorità, diventa una necessità esistenziale. Attraverso queste sei posizioni si arriva a capire che la solitudine, la malinconia, il romantico mal di vivere non è alla fine uno stato da scacciare, da debellare perché troppo poco sociale, ma qualcosa di prezioso, da mantenere e custodire con grande parsimonia”.

E ancora:

“È la scoperta dello stare in compagnia di se stessi e scoprire che, in fin dei conti, più di noi stessi, nessuno ci potrà mai realmente capire, eccetto il divano, ovviamente”

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