Verona, scattano le manette sul Garda: sgominata la banda "poliglotta" dell'eroina e della coca

L'indagine era stata avviata nel 2013 e ha fornito ulteriore conferma della diffusione delle sostanze stupefacenti sul lago di Garda, come riscontrato nei servizi di pedinamento dei carabinieri

La droga sequestrata dai carabinieri di Peschiera

Un banda "poliglotta" di spacciatori. Droga sul lungolago e nei locali del Garda. Un altro duro colpo assestato allo smercio illegale da parte dei carabinieri di Peschiera. Gli uomini comandanti dal capitano Francesco Milardi (ex responsabile del Nucleo investigativo al Comando centrale di Verona), a conclusione di un’articolata indagine antidroga, hanno eseguito cinque arresti a carico di altrettanti pregiudicati. In manette sono finiti un 22enne albanese residente a Peschiera del Garda, un 42enne veronese di Castelnuovo del Garda, un rumeno 43enne domiciliato a Garda, un milanese 40enne di origine nordafricana e residente a Castelnuovo e un 50enne originario di Lazise ma che abita a Pastrengo. Altre dodici persone sono state invece denunciate.

"L’indagine è stata avviata nel 2013 - spiega Milardi - e ha fornito ulteriore conferma della diffusione delle sostanze stupefacenti sul lago di Garda, come riscontrato nei servizi di pedinamento svolti dai carabinieri, suffragati da denunce e sequestri di numerose dosi di cocaina ed eroina pronte per lo spaccio". In base alle indagini è emerso che la banda era capace di movimentare svariati etti, tra cocaina ed eroina, ogni settimana, arrivando a totalizzare un chilo di roba a fine mese per un guadagno di decine di migliaia di euro. I membri sono ritenuti essere le pedine più prossime al classico pusher di strada che smercia al dettaglio. Si occupavano di tagliare la droga per farne aumentare il volume e la confezionavano già in dosi e sono spacciatori molto conosciuti tra Castelnuovo, Peschiera, Bardolino e Garda, soprattutto nell'orbita dei locali della "movida" gardesana.

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Per questo i carabinieri ritengono la banda disarticolata fosse in grado di rispondere pienamente alle "incessanti richieste di mercato", in particolare da parte di quei consumatori non ancora capaci di ammettere il loro stato di tossicodipendenti. Un quadro preoccupante emerso dalle testimonianze delle numerose persone segnalate dai carabinieri anche se trovate in possesso di modiche quantità di stupefacenti. Compratori che evidentemente ritengono di poter utilizzare le droghe soltanto per aggiungere quel "tocco in più" di sconvolgimento alla tipica serata trascorsa sul lago. I cinque spacciatori arrestati si trovano attualmente ai domiciliari nelle rispettive abitazioni.

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