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Verona, si scatta numerosi "selfie" con i cellulari rubati nella casa che sta svaligiando: 20enne nei guai

Non solo uno scatto ma un vero e proprio album di foto, a testimoniare il furto unito alla "genialata" di farsi ritrarre in più pose, alcune delle quali lo ritraggono con un complice mentre prende a mazzate i mobili e suona il pianoforte

Forse troppo sicuro di sé oppure molto maldestro. Se è ipotizzabile che grazie ai progressi tecnologici anche i furfanti si siano “modernizzati” è logico pensare che alcuni farebbero bene, oltre a non delinquere, a non usare affatto certi dispositivi in grado di incastrarli in un batter d’occhio. A causa dell’autoscatto con cui si era ritratto mentre stava compiendo un furto in abitazione, un 20enne è stato prima arrestato e ora condannato a un anno e due mesi di reclusione più 600 euro di multa. Risale infatti a venerdì scorso, in località Valgatara di Marano di Valpolicella, il controllo dei carabinieri di San Pietro in Cariano a due giovani. Incrociando la pattuglia, però, la coppia non ci ha pensato un istante e si è data alla fuga attraverso i campi. L’inseguimento, nato verso le 17e30, prosegue per diversi minuti e solo uno riesce a far perdere le tracce. L’altro viene invece fermato e identificato. Dalla perquisizione personale sono così emersi due cellulari. E nel “rullino foto” spuntano foto a dir poco compromettenti. Ovvero mentre si stanno “occupando” di svaligiare una casa. Non solo uno scatto ma un vero e proprio album di foto, a testimoniare il furto unito alla “genialata” di farsi ritrarre in più pose: in piedi sulla finestra, fingendo di suonare il pianoforte, mentre colpiscono a mazzate i mobili, un’altra mentre sono in mezzo alla boscaglia.

Non ci hanno messo poi molto gli investigatori a scoprire che le foto sono state scattate da un’abitazione in cui era stata denunciata la scomparsa di alcuni gioielli, poco prima. I carabinieri hanno ricostruito che i due sono entrati dopo aver scassinato la finestra del bagno. Dichiarato in arresto per furto aggravato, il ragazzo è stato accompagnato davanti al giudice all’udienza per direttissima. In aula, come spiega L’Arena, il 20enne ha confessato di aver scattato le foto con i cellulari trovati in quella casa. Ha così patteggiato un anno e due mesi e data l’assenza di precedenti gli è stata concessa la sospensione della pena. Ora non è escluso che tocchi anche al suo complice, passare dalle aule giudiziarie.

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