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Verona, scappano dalla polizia e cercano di buttare fuori strada la Volante: sei agenti all'ospedale

Inseguimento ad alta velocità dopo che due romeni a bordo di una grossa Audi non si sono fermati all'Alt imposto dalle divise. Folle guida contromano per scampare all'arresto. Alla fine vengono fermati: erano ubriachi. Il conducente non aveva la patente

La Volante speronata dai due fuggitivi

Arrestati al termine di una folle fuga a bordo di un’auto di grossa cilindrata che pericolosamente ha attraversato le vie di due quartieri cittadini, zona Stadio e Borgo Roma. Per alcuni tratti i fuggitivi, due cittadini romeni di 18 e 19 anni, hanno percorso strade contromano e per ben due volte, vistisi inseguiti da due Volanti della polizia e da una "gazzella" dei carabinieri, hanno cercato di speronare i loro rispettivi veicoli, senza però riuscirci.

INSEGUITI - Il rocambolesco inseguimento è terminato alla seconda rotonda della strada Rodigina, situata dopo il centro commerciale Galassia. Qui, con una repentina manovra di inversione di marcia, i fuggitivi hanno ripreso la direzione di strada verso la città, nell’intento di seminare poliziotti e carabinieri.

Non è andata bene: si sono trovati di fronte ad un’altra pattuglia della polizia che ha sbarrato la strada posizionandosi al centro della carreggiata. Per tutta risposta, l'uomo alla guida ha speronato la Volante carambolando contro un palo della illuminazione a circa venti metri dall’impatto. Solo per effetto di un’abile quanto rapidissima manovra di guida gli altri equipaggi di poliziotti e carabinieri hanno evitato la collisione dei loro veicoli, anzi, sono scesi e hanno prontamente bloccato i fuggitivi che nel frattempo avevano tentato, invano, di dileguarsi a piedi. Anche in questa occasione i due fermati hanno tentato di liberarsi dalla presa degli agenti ed hanno intrapreso una colluttazione con loro venendo, però, definitivamente bloccati ed ammanettati. Apparsi visibilmente ubriachi, in particolar modo il conducente che da accertamenti eè risultato positivo all’esame dell’alcotest, per un livello quasi cinque volte superiore al limite consentito. Non solo, dato che è risultato essere sprovvisto di patente di guida, motivi questi per i quali sarà denunciato anche per guida senza patente e in stato di ebbrezza alcolica.

Ad originare l’inseguimento un controllo d’iniziativa della volante della polizia che verso l’1e20 di mercoledì aveva intercettato l'Audi A6 in via Negrelli. Insospettiti, gli agenti hanno attivato il lampeggiante ed intimato l’Alt per porre il veicolo e gli occupanti al controllo. Nulla da fare.

RESISTENZA E LESIONI - Sono cinque i poliziotti delle volanti che a causa dello speronamento prima e della colluttazione poi hanno riportato lesioni personali guaribili in sei giorni mentre uno di loro ha riportato 20 giorni per una frattura ad un dito della mano sinistra. I due giovanissimi rumeni, incensurati, non hanno riportato lesioni personali.

 “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali finalizzate a commettere resistenza” sono le accuse nei loro confronti e con le quali sono stati arrestati ed mercoledì stesso condotti davanti al giudice per il rito per direttissima: arresto convalidato e misura cautelare degli arresti domiciliari per il conducente l’Audi A6 e obbligo di firma per il passeggero.

DALLA REGIONE - “L’episodio di oggi è l’esempio dei rischi e dei pericoli che le nostre forze dell’ordine corrono per garantire la sicurezza ai cittadini, come dei veri e propri angeli custodi. Per fortuna oggi non ci sono state conseguenze gravi, ma un applauso sincero e carico di stima sono certo interpretando il sentimento di tutti i veneti va ai cinque agenti della questura di Verona feriti oggi". Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la notizia del ferimento degli agenti. “I poliziotti – spiega Zaia - hanno dimostrato grande coraggio e professionalità e sono riusciti grazie anche alla collaborazione dei carabinieri a portare a termine l’operazione. Sono quegli eroi silenziosi che fanno di questa regione un modello di riferimento a livello nazionale. I malviventi che mettono a repentaglio la vita dei nostri agenti devono tornare a casa: non c’è spazio nei nostri territori per chi non rispetta le regole. Purtroppo, però, le ultime norme approvate a Roma che si dimostrano assolutamente miopi nei confronti di un problema serio come quello della microcriminalità alleggeriscono le pene per molti reati rendendo vani gli sforzi dei nostri agenti. La sicurezza è una priorità che abbiamo il dovere di garantire a tutti i veneti”.

“Il mio grazie – conclude Zaia – va a questi agenti che mi auguro si rimettano presto e a tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che ogni giorno lavorano per la sicurezza e la legalità dei nostri territori”.

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