Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, scandalo tangenti ad Expo 2015: l'ex parlamentare Dc arrestato fa il nome di Flavio Tosi

Il sindaco di Verona, solo citato e non indagato, è spuntato nelle carte della Procura perchè tirato in ballo per l'ipotesi secondo cui il costruttore Maltauro spingeva per farlo salire in regione "al posto di Zaia"

Nelle carte dell’inchiesta si parla di un appalto 323 milioni di euro per realizzare la Città della Salute di Sesto San Giovanni (Milano) che possa unire due conosciuti istituti medici lombardi. Ma si citano anche tanti nomi “eccellenti”. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, il ministro Maurizio Lupi e anche l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani. La gara, in base alla ricostruzione della Procura, avrebbe dovuto essere affidata ad una cordata di imprese tra cui la Maltauro costruzioni, dell’amministratore delegato, Enrico Maltauro, 58 anni, e la Manutencoop. Maltauro, già finito nei i guai negli anni Novanta con l’accusa di aver pagato tangenti per ottenere un grosso lavoro all’aeroporto di Venezia, secondo l’accusa avrebbe versato centinaia di migliaia di euro in mazzette, per avere informazioni utili a vincere appalti. E' stato arrestato giovedì mattina, dalla guardia di finanza, nella sua villa nel Vicentino. Tutto ruotava intorno all’Expo 2015 di Milano. Una serie di intercettazioni lo avrebbero incastrato e a suo danno ci sarebbe anche un video in cui viene ripreso mentre consegna una busta davanti alla sede meneghina del centro culturale “Tommaso Moro”.

TANGENTI - I soldi, tra i 25mila e i 40mila euro mensili, sarebbero serviti a influenzare le gare d’appalto grazie all’intervento, ipotizzato, del direttore della Pianificazione acquisti dell’Expo, Angelo Paris e dall’ex parlamentare della Democrazioa Cristiana, Gianstefano Frigerio. Proprio quest’ultimo, secondo il giudice per le indagini preliminari di Milano, Fabio Antezza, sarebbe ritenuto a capo dell’associazione per delinquere e avrebbe “spinto” per rafforzare le “protezioni politiche” degli imprenditori coinvolti negli appalti. Si sarebbe rivolto così a “sinistra” tramite Claudio Levorato, veneziano 65enne al vertice di Manutencoop (impresa che riunisce le cooperative di servizi), sia a “destra”, versante Lega Nord, sfruttando le presunte conoscenze di Maltauro con il sindaco di Verona, Flavio Tosi. Come spiega il Corriere Veneto, che ricostruisce l’intera vicenda,  

Il sindaco di Verona, solo citato e non indagato, finisce insomma di nuovo nel tritacarne mediatico per un’inchiesta giudiziaria. «Ho parlato con Maltauro... Lui si è impegnato in questi giorni a vedere Tosi e a presentarti poi a Tosi in maniera che ci sia la copertura totale di Maroni nel senso che dici tu», dice Gianstefano Frigerio, ritenuto il capo dell’associazione per delinquere, all’ex direttore di Infrastrutture Lombarde, stazione appaltante della Città della Salute, Antonio Rognoni, in una conversazione intercettata con una cimice dagli inquirenti il 20 dicembre. Quel Rognoni già arrestato un mese e mezzo fa e che all’epoca andava a caccia di nuovi incarichi. E Frigerio svelava pure un retroscena politico: «Maltauro ha in mente di portare Tosi a fare il presidente del Veneto perché Zaia non sta facendo bene», continua Frigerio.

«Frigerio e Rognoni? Non so nemmeno chi siano, non ho mai parlato con loro - replica Tosi - Quanto a Maltauro, che conosco, non credo proprio possa essere lui a decidere chi fa il presidente del Veneto. C'è da chiedersi come mai un magistrato diffonda intercettazioni penalmente irrilevanti che tirano in ballo a sproposito un presidente di Regione e un candidato alle elezioni europee in piena campagna elettorale. La risposta è facile e io me la sono già data».

Manutencoop, il cui numero uno Levorato è indagato per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio, si è dichiarata estranea alla vicenda. Secondo l’ipotesi dell’accusa, Levorato si sarebbe servito dell’aiuto di Rognoni per arrivare all’offerta più vincente possibile.

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