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La sede Agec in via Noris a Verona

La sede Agec in via Noris a Verona

Verona, scandalo appalti all'Agec: sfumano i patteggiamenti. "Il posto di lavoro non è garantito"

Il Consiglio d'amministrazione dell'azienda comunale studia la possibilità di costituirsi parte civile nel processo. Cinque ex dipendenti (su otto imputati) erano pronti all'accordo con il pm. Processo il 21 febbraio

Il posto, per loro, non sarebbe assicurato. Nuovo colpo di scena sull’inchiesta Agec. L’azienda comunale che gestisce farmacie, mense scolastiche, farmacie e immobili vede cinque suoi ex dipendenti vicini al processo per lo scandalo dei presunti appalti truccati. Loro, alcune settimane fa, d’accordo con i propri avvocati, avrebbero avanzato ipotesi di patteggiamento con il pm Gennaro Ottaviano per evitare di comparire davanti al giudice. Sono accusati di turbativa d’asta, falso e rivelazioni di segreti d’ufficio per gli appalti sulle mense scolastiche del triennio 2010-2013. Il fatto è che il Consiglio d’amministrazione di Agec, nella riunione di lunedì sera, avrebbe discusso la possibilità di costituirsi parte civile nel processo. Una complicazione non da poco, se si andasse fino in fondo, per i cinque dipendenti, Giorgia Cona, Alessia Confente, Davide Dusi, Luisa Fasoli e Giovanni Bianchi. Il presidente dell’azienda comunale, Massimo Galli Righi aveva già espresso la sua opinione in merito. Sul Corriere Veneto le sue dichiarazioni sono sembrate pesantissime

“il posto di lavoro non è garantito per nessuno e che ogni singola situazione sarà valutata una volta rese note le motivazioni delle sentenze”

Gli imputati avevano raggiunto un accordo con la Procura secondo cui sarebbe stata sospesa la pena e sarebbero stati reintegrati all’Agec. Ovviamente con mansioni molto meno importanti e responsabilizzanti. Alcuni di loro avevano infatti guadagnato negli anni la qualifica di “dirigente”. Erano tuttavia pronti al patteggiamento e al taglio drastico degli stipendi e una rivalutazione del contratto. Ora sarebbe tutto da rifare, per la difesa. E il 21 febbraio comincia il processo. Alla sbarra ci saranno anche un altro dipendente più il direttore generale Sandro Tartaglia e un imprenditore altoatesino. Quest'ultimi sono accusati di corruzione nell'ambito degli appalti su Fondo Frugose.

L'OPINIONE: SCANDALO AGEC, PATTEGGIANO LA PENA, PATTEGGIANO IL LAVORO

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