Verona, scandalo Agec, mense e personale: genitori raccolgono firme per "salvare" gli asili

In campo l'associazione "Chiedo Asilo Verona", dopo le ultime dichiarazioni della direzione Agec e l’emergere della relazione di luglio alla giunta dell’assessore all’Istruzione relativa alla riorganizzazione scolastica

Per i genitori e i bambini delle scuole dell’infanzia comunali di Verona il Natale 2013, invece di portare pensieri di serenità, pace e condivisione, non annulla le forti preoccupazioni in merito alla riorganizzazione del servizio, alla questione delle mense, alle carenze di personale e all’attesa per le sentenze relative ai contratti delle maestre. Questo almeno ciò che pensa l'associazione "Chiedo asilo Verona", che ha pronta una raccolta firme chiedendo all’amministrazione comunale un "preciso impegno a sostegno e protezione della qualità dei Servizi pubblici alla prima infanzia".

Non solo. "Ulteriori inquietudini - spiega una nota dell'associazione - emergono a causa delle ultime dichiarazioni del direttore generale pro tempore dell’Agec sulla possibile esternalizzazione di tutto il servizio mense e soprattutto a causa del venire alla luce della decisione di giunta 1542 del 1 agosto che accoglieva la relazione alla giunta del 10 luglio 2013 dell’assessore all'Istruzione Alberto Benetti e della dirigente di settore, Anna Pasqualin, in cui veniva prospettata la nuova organizzazione per l’anno scolastico 13-14".

I genitori, che si erano trovati a scoprire a settembre, a cose fatte, alcune sostanziali modifiche alla vita scolastica delle materne, vengono così a conoscenza del fatto che la Giunta Comunale nella seduta del 24 luglio 2013, presa in esame la relazione trasmessa dalla dirigente dei servizi Educativi Pasqualin e dall’Assessore all’Istruzione Benetti in data 10 luglio, ha deciso di procedere alla riorganizzazione come da loro proposta.

LA PETIZIONE - "Chiedo Asilo Verona", nato a fine dello scorso anno scolastico ponendosi come strumento di raccordo tra i genitori di Verona con bambini frequentanti asili nido e scuole dell'infanzia, avrebbe ben chiaro che la “crisi”, la “spending review” e il “Patto di stabilità” non giustifichino assolutamente l’inversione di tendenza rispetto al progresso fatto nei decenni trascorsi. Con la petizione e una raccolta firme chiede al Comune di mantenere la gestione diretta dei servizi scuole dell’infanzia e asili nido, evitando qualsiasi forma di esternalizzazione; anteporre scelte pedagogico-didattiche alla mera logica economica; revocare la riorganizzazione di turni e orari delle insegnanti della scuola dell’infanzia e a definire un organico che preveda due insegnanti per sezione, come previsto dal regolamento per le scuole dell’infanzia del Comune di Verona; mantenere le attuali mense scolastiche interne per nidi e scuole dell’infanzia, impedendone inoltre alla scadenza degli appalti in corso la gestione in sub-appalto da parte di Agec; istituire le Commissioni mense scolastiche come previsto dalle linee guida del Ministero della Salute e della Regione Veneto emanando apposito regolamento comunale; istituire delle forme di consultazione permanente tra Comune e genitori in merito ai servizi educativi all’infanzia.

PERSONALE - Secondo quanto sostenuto dall'associazione, il Comune si sarebbe trovato di fronte a una scelta obbligata tra la riduzione del numero dei bambini nelle scuole dell’Infanzia comunali, accettando pertanto meno iscritti, e la ridefinizione dell'orario e dell'organizzazione dell'attività scolastica delle scuole dell'infanzia che hanno più di due sezioni. Questa riorganizzazione della dotazione organica e dell’organizzazione del Servizio  Scuole dell’Infanzia comunali, come paventata nella relazione alla giunta, prevedeva il “risparmio” di 21 maestre sulle 31 scuole comunali veronesi.

ORARIO - Dubbi anche circa il "modulo orario che consentirebbe lo svolgimento di attività di intersezione, programmate attraverso una ricomposizione in gruppi di bambini riuniti per fasce d’età e finalizzate ad accrescere l’intensità dello scambio tra loro e con tutte le insegnanti presenti nel plesso scolastico”.

"Risulta però difficile credere - spiega "Chiedo Asilo Verona" - che il nuovo modulo orario flessibile sia principalmente dovuto alle attività di intersezione, già previste negli anni precedenti, e capire la scelta di assegnare un solo referente a ogni sezione affiancando a queste figure delle insegnanti referenti di fascia, se non nella logica di “risparmiare” sulle 21 maestre vacanti a seguito di pensionamenti e assunzioni nelle scuole statali. Però il regolamento comunale delle Scuole dell'Infanzia recita ancora “Ogni scuola per l’infanzia si articola per sezioni, a ciascuna delle quali sono assegnate due insegnanti (art. 14) e “A ciascuna sezione sono assegnate due insegnanti, che hanno la responsabilità educativa e didattica della sezione”.

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