Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via del Fante

Verona, scagionato dall'evasione da record. Ora il Tribunale restituisce 330 milioni a Montresor

Il Riesame respinge la doppia richiesta della Procura di Verona che riteneva l'imprenditore di Bussolengo anche "socialmente pericoloso": no dei giudici anche alla sorveglianza speciale. A "Lolo" torna il suo patrimonio

È bastata un’ordinanza del Tribunale del Riesame per far riavere all’imprenditore di Bussolengo Giovanni Montresor, detto “Lolo”, 330 milioni di euro. Il provvedimento, su 22 pagine, respinge le richieste della Procura di Verona che chiedeva di requisire tutti i beni, mobili ed immobili. Un patrimonio finito “sotto chiave” da oltre un anno e formato da quote di 9 società diverse per 52 milioni di euro, sette auto e i 2 milioni e mezzo di metri quadri di terreni tra Verona, Brescia e Belluno. Niente da fare nemmeno per la richiesta di sorveglianza speciale sull’imprenditore 70enne.

Giovedì il Riesame ha disposto la restituzione immediata ai legittimi proprietari dell’intero patrimonio. Non è stata accolta la ricostruzione dei pm veronesi, secondo cui Montresor è individuo da ritenere “socialmente pericoloso”. “I fatti non sussistono”, aveva spiegato il Tribunale, scagionando l’ex imprenditore dall’accusa di truffa multimilionaria con la sentenza del settembre 2014. Al centro dei guai in cui era incappato “Lolo” c’era l’accusa di un’evasione fiscale da record e formulata anche sulla base delle dichiarazioni dei redditi da 4 e 5 euro nonostante disponesse di un “tesoro” di 330 milioni. Le società estere proprietarie dei beni italiani avevano infatti presentato le rispettive dichiarazioni dei redditi e pagato le imposte regolarmente. Le esigue dichiarazioni presentate da Montresor, secondo quanto spiega il Corriere di Verona citando le motivazioni del Tribunale, non sono “sintomatiche di una provenienza illecita del patrimonio”.

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Tutte le contestazioni erano state smontate, dunque. È stato dimostrato che “Lolo” aveva società che non risultavano “fittizie” perché i beni non erano direttamente attribuibili all’imprenditore stesso. Non ci sono state nemmeno mancanze sul versamento dell’Iva, di conseguenza: l’imposta sul valore aggiunto era già stata incassata dal Fisco. Infine il giudice ha assolto Montresor sul “trust”, una persona giuridica (impresa) che è regolata da leggi estere e che permette di affidare ad altro soggetto la gestione del patrimonio. Il “trust”, nella fattispecie, era stato dichiarato in due lettere in cui veniva precisato che non voleva “nulla per se’ e per la moglie” se non denaro per il mantenimento una volta raggiunta la vecchiaia

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