Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, "Sblocca-Italia"? Qui serve affiancare lo "Sblocca-Verona" sulle grandi opere incompiute

La lunga lista dei lavori al palo sul territorio nazionale e locale è stata messa a disposizione dall'osservatorio "Nimby Forum". 52 sono in Veneto e 6 a Verona e provincia. E sono ben conosciute da opinione pubblica e amministratori

È stato chiamato “Sblocca-Italia” ma servirebbe un decreto solo per il territorio scaligero. Uno “Sblocca-Verona” ad hoc, che vada a velocizzare i tempi di tutte le grandi opere per ora rimaste ferme. La lunga lista dei lavori al palo sul territorio nazionale e locale è stata messa a disposizione dall’osservatorio “Nimby Forum”. Orbene, delle 372 opere incompiute in Italia, 52 sono in Veneto e 6 a Verona e provincia. Non sono sconosciute ne’ agli amministratori ne’ tantomeno all’opinione pubblica. Anzi. Le tre principali sono quelle che hanno scatenato reazioni da più parti, nascite di comitati di cittadini, coalizioni di sindaci. Traforo delle Torricelle, termovalorizzatore di Ca’ del Bue e la linea ferroviaria ad Alta velocità sono le opere più note e che vanno ad affiancarsi al metanodotto Zimella-Cervignano d’Adda, la centrale a biomasse di Legnago e le discariche di amianto a Roverchiara e Valeggio.

Lo “Sblocca-Italia” è nato dopo la prima grande promessa del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulle scuole. Renzi aveva chiesto agli amministratori locali di segnalare criticità in tema di edilizia scolastica. Appello a cui avevano subito risposto il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, l’assessore all’Istruzione del Comune di Verona, Alberto Benetti, e il sindaco di San Giovanni Lupatoto, Federico Vantini, tra gli altri.

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IL SINDACO CONTRO IL PREMIER - Critico, a dir poco, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, sul decreto "Sblocca-Italia". "Noi le criticità le segnaleremo per rispetto delle istituzioni e responsabilità - ha commentato Tosi -. Ma devo ricordare che non più tardi di due mesi fa era stato dato l'annuncio per la sistemazione delle scuole per la messa in sicurezza in tutti i Comuni. 3,7 miliardi di cui sono stati stanziati finora solo 122 milioni, cioè la trentesima parte per quest'anno e altrettanti per l'anno prossimo. Servirebbero i soldi per la variante alla Statale 12, per la 434. Ora siamo agli slogan, alle promesse senza le seria modifica alle normative. Si dovrebbe procedere verso la sburocratizzazione delle opere ad impedire che per metterla a cantiere servano 5 anni di carte. E poi ce'è l'Alta velocità, da Brescia a Venezia, che è priorità nazionale ma su cui lo Stato non ci ha ancora messo soldi. Mi pare che Renzi ogni mese faccia una promessa senza poi mantenerla, così la gente dimentica perchè corre dietro ai nuovi annunci". In generale, in Comune a Verona, alle prese con tasse e tributi (in scadenza la rata dell’Imu), gli annunci del premier sembrano non fare ne’ caldo ne’ freddo. Come spiega L’Arena,

«In realtà, più che opere bloccate, noi abbiamo opere ferme per mancanza di risorse», dice il vicesindaco Stefano Casali che precisa: «Non so ad esempio se in questo caso potremmo inserire l'Arsenale. Comunque quando arriverà la lettera di Renzi diremo ai tecnici comunali di verificare quali opere potremo far "spingere" dal Premier».

Più freddo il neo assessore all'Urbanistica Francesco Marchi che, riflettendo se progetti di riqualificazione privati (o pubblico-privati) fermi da 20 o 30 anni, come l'ex Campone e l'ex Tiberghien, tanto per citarne alcuni, potranno finire nello «Sblocca Italia», dice poco fiducioso: «Bisogna vedere il testo della normativa prima di fare ipotesi, i motivi perché un progetto è fermo possono essere molti, non necessariamente per questioni burocratiche. E poi se succede come la richiesta di Renzi sulle scuole, che non si è ancora mosso nulla...stiamo freschi!».

Ai colleghi assessori si aggiunge anche la voce del vicepresidente della Provincia e presidente della Quinta circoscrizione, Fabio Venturi, che “sogna” nuova strade: il completamento della SS434 “Transpolesana”, la variante alla Statale 12 e alla Mediana da Nogarole Rocca a Soave, alla viabilità alternativa della Gardesana e addirittura alla metropolitana di superficie che collega il Basso veronese alla città capoluogo.

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