Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Verona, schizza la percentuale di codici bianchi al Pronto Soccorso: spiegato il motivo

Da agosto, nei computer dei medici del Pronto Soccorso degli ospedali del Veneto è installato un software per l'assegnazione del codice colore. I bianchi sono passati dal 40 al 60%

Tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, il quotidiano L'Arena ha ricevuto segnalazioni per il percepito aumento del numero di codici bianchi assegnati nei pronto soccorso degli ospedali del veronese. Un ultimo episodio, la donna con la caviglia gonfia che si è vista cambiare il codice verde assegnato dal triage in un codice bianco e perciò ha dovuto pagare il relativo ticket. Da un approfondimento condotto dal giornale locale, in collaborazione con alcuni medici e il Tribunale del malato, è emerso che il colpevole di tale improvviso picco di codici bianchi sarebbe un software fornito dalla Regione Veneto.

Come si legge su L'Arena, poco prima del Ferragosto 2014, la Giunta Regionale ha approvato un provvedimento riguardante nuove "Disposizioni operative per l'attività di Pronto soccorso". La delibera interviene su "i criteri per l'attribuzione del codice di appropriatezza dell'accesso e i criteri aggiornati per l'attribuzione del codice bianco alla dimissione". In particolare, dice che "devono essere classificati come 'codice bianco alla dimissione' tutti gli accessi accolti con una classificazione di triage di accesso bianco o verde che non rientrano" in alcune fattispecie, come per esempio le ustioni di I grado di estensione superiore al 18% della superficie corporea; in totale, sono 10 i casi che non rientrano in questa disposizione.

Dalla griglia con i casi che ricadono in questi criteri si passa a un software che viene installato sui pc dei medici che hanno il compito di compilare le schede di dimissione. Nei Pronto Soccorso dei due principali ospedali della città, Borgo Trento e Borgo Roma, questo software è stato installato nell'agosto 2015. Da allora, secondo quanto riferito a L'Arena, la percentuale di codici bianchi sarebbe passata dal 40 al 60%. Tuttavia, non è un problema di percentuali, ma economico. Le prestazioni di soccorso in codice bianco sono a pagamento per il paziente, che deve versare 25 euro per l'accesso al pronto soccorso, 25 euro per la visita più il ticket per altre eventuali prestazioni, come le radiografie, per esempio. Dunque, questo sistema porta maggiori incassi per le aziende ospedaliere e, parallelamente, maggiori spese per i pazienti.

L'Arena ha raccolto il parere di alcuni medici coinvolti. Uno dichiara: "Il codice colore, ossia bianco, rosso, verde o giallo, è di proprietà dell'infermiere. A noi medici tocca un codice illogico, che sottosta a criteri economici e non sanitari e che pertanto la categoria dovrebbe rispedire al mittente". Un altro racconta: "Quando devo compilare le dimissioni, sul monitor si presenta una maschera che ripropone fedelmente le fattispecie previste dalla delibera regionale. Io medico non ho la facoltà di modificarla. Se il paziente non rientra in uno dei dieci casi previsti, il codice di uscita sarà di default il bianco. Non si può accettare una simile ingerenza della politica nella gestione della salute dei cittadini".

Tuttavia, non tutti gli ospedali hanno accettato il nuovo sistema e alcuni direttori hanno fatto togliere la griglia precompilata. In questi ospedali, come quello di Bussolengo e di San Bonifacio, il numero di codici bianchi è rimasto invariato.

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