Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Garda / Via Don C. Gnocchi

Verona, sala slot in paese, Comune si mette di traverso ma viene sanzionato: "Servono motivi validi"

La società del settore gioco aveva fatt ricorso al Tar perchè i lavori nell'edificio di via don Gnocchi erano stati rallentati dal divieto dell'amministrazione. Ora quest'ultima dovrà saldare le spese legali

Nulla da fare: il Comune “ha sbagliato” e gli toccherà risarcire il locale che voleva mettere le slot machines. Secondo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Veneto, è valido il ricorso presentata da una società del settore giochi elettronici e scommesse lecite che a Garda, in via don Carlo Gnocchi, voleva ristrutturare una sala slot. Un ricorso presentato contro il sindaco Antonio Pasotti che, secondo gli avvocati dell’impresa, aveva bloccato l’inizio dei lavori, negando la licenza. Ma senza ragioni specifiche, come ha spiegato il Tar non si può fare. Come spiegano i legali stessi su L’Arena,

«Qui nella primavera del 2013 la società aveva iniziato a ristrutturare una sala dove ospitare apparecchi d'intrattenimento, lavori che visto il procedimento in corso, si sono fermati. In settembre abbiamo impugnato tale provvedimento e il Tar, con ordinanza, ne aveva sospeso l'efficacia per cui i lavori potevano continuare. In dicembre, però, il Comune, nel chiedere l'integrazione della documentazione relativa agli standard da destinare a parcheggio, ha di nuovo sospeso l'efficacia della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) e noi abbiamo fatto un nuovo ricorso per motivi aggiunti».

Dalla motivazione della sentenza del Tar, appare che il divieto imposto dal Comune non sia stato motivato adeguatamente, dato che sembra che non si si verificata alcuna violazione al regolamento comunale. In particolare sarebbe stata rispettata la norma sulla distanza delle sale da gioco in centro storico e sulla distanza di ujn chilometro da scuole, impianti sportivi e centri sociali, di culto e di aggregazione. Tutto in regala, sembrerebbe anche per le norme sulla sicurezza. Dunque non ci sarebbe stati o motivo per negare l’autorizzazione. Al Comune toccherà dunque pagare 3mila euro di spese legali e dovrà assistere, molto probabilmente, alla nascita della sala slot. Secondo gli avvocati ora, documenti alla mano, i lavori verranno conclusi.

Sul caso "slot a Garda" è entrato nel merito anche il consigliere veronese in Regione di Futuro Popolare, Stefano Vadegamberi, già promotore di una proposta di legge, unificata con altre presentate su questo tema, che prevede distanze minime delle slot machines dai luoghi sensibili e la possibilità per i Comuni di ritirare le licenze ai locali che lasciano giocare i malati di ludopatia: "La recente sentenza è la conferma che servono ben altri strumenti di lotta rispetto a quelli attualmente utilizzati contro quello che è un problema ormai endemico. Visto che lo Stato, sbagliando, non intende regolamentare in maniera seria in gioco d'azzardo, sia la Regione a prendere finalmente in mano la questione. Anche a guardarla solo dal lato freddamente finanziario la situazione attuale è grave. Mentre a Roma si incassano i proventi delle concessioni, infatti, le Regioni devono spendere un mucchio di soldi per sostenere economicamente le famiglie che si rovinano con il gioco o curare coloro per i quali il gioco diventa una patologia”.

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