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Cronaca Villafranca di Verona / Via Roma

Verona, rompe il vaso in regalo dai nonni e ci trova 15 milioni di lire: per Bankitalia sono carta straccia

Un piccolo tesoretto in contanti nascosto in casa e manco lo sapeva. Facendo le pulizie lo rompe e trova la sorpresa. Ma la meraviglia ha preceduto di poco il nervoso: la giovane veronese deve rivolgersi ad un'associazione per cambiarli in euro

Alcuni giorni fa aveva fatto notizia la scoperta di un’ereditiera che alla morte di un parente aveva trovato un tesoro da oltre due miliardi diviso tra lire e marchi tedeschi. Mentre il cambio nella valuta straniera le era stato concesso in dieci giorni (circa 750mila euro), quello delle vecchie (forse rimpiante) lire era stato assai più complicato. Anzi, è ancora in corso. Questo per effetto del decreto Monti del dicembre 2011. Lo Stato non garantisce più il cambio della moneta “fuori corso”. Un episodio simile è successo anche a Villafranca, pur con entità diverse.

Una ragazza, mentre faceva pulizie in casa, aveva inavvertitamente urtato il vaso di ceramica, regalo dei due nonni. Immaginarsi la sorpresa quando si è accorta che tra i cocci si nascondevano 15 milioni di vecchie ire in tagli diversi. La meraviglia ha poi dovuto lasciare spazio al nervoso di non veder fruttare quei soldi. Non tantissimi ma pur sempre quasi 7500 euro, al cambio. Possono aiutare e fare comodo a chiunque. Il problema è che la Banca d’Italia ha messo in atto la stessa procedura di cui sopra. E cioè nessuna procedura, solo una porta sbattuta in faccia agli ereditieri. Nonostante la legge prevede che la prescrizione decorre da quando il richiedente è in grado di far valere il proprio diritto (cioè il giorno del ritrovamento). In pratica la somma recuperata a giugno 2014 è come se fosse carta straccia. Per questo, come spiega il Corriere Veneto, la ragazza veronese ha deciso di rivolgersi ad un’associazione che tutela il consumatore e nella fattispecie questi casi specifici. “Agitalia” si occuperà di battersi affinché il cambio venga effettuato. Punterà molto probabilmente alla semenza del Tribunale di Milano che alcuni giorni fa ha sollevato l'illegittimità costituzionale del decreto Monti.

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