Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Valverde / Via della Valverde

Verona, rivoluzione digitale all'Ulss 20: spariscono le ricette rosse. "Meno disagi e più velocità"

La Regione: un'iniziativa che per i 467mila e 24 assistiti a Verona implica maggiore sicurezza, tempi più rapidi nell'erogazione dei servizi e contenimento della spesa sanitaria. Due le fasi in avvio

Presto tutte le prescrizioni farmaceutiche prodotte da medici di medicina generale e pediatri nel territorio dell’Ulss 20 di Verona saranno digitali grazie all’avvio del percorso di dematerializzazione della ricetta rossa. Il processo di produzione ed erogazione delle ricette diventa digitale grazie ad un collegamento telematico tra medici, azienda sociosanitaria, farmacie, Regione e Ministero dell’Economia che, oltre ad adempiere alle norme nazionali in materia, offre l’occasione di migliorare il servizio direttamente al cittadino. Un'iniziativa che per i 467mila e 24 assistiti dell’Ulss 20 implica maggiore sicurezza, tempi più rapidi nell’erogazione dei servizi e contenimento della spesa sanitaria. Il processo di digitalizzazione sarà chiuso completamente dal 2015 quando la ricetta rossa scomparirà del tutto e al cittadino basterà recarsi in farmacia con la propria tessera sanitaria per ricevere il farmaco prescritto.

COME FUNZIONA - Nella prima fase il processo di dematerializzazione della ricetta cartacea riguarda la prescrizione farmaceutica. I  305 medici di medicina generale, i 59 pediatri di libera scelta e le 121 farmacie che operano nel territorio stanno aggiornando i loro software per metterli in collegamento con Regione, Ministero dell’Economia e azienda Ulss 20. In questi giorni la stessa Ulss sta coordinando l’attività di formazione rivolta sia ai medici che ai farmacisti allo scopo di facilitare il percorso di introduzione del nuovo servizio.

Per il cittadino, per il momento, non cambia nulla dato che, su indicazione regionale, è stato deciso di seguire un percorso di tutela della cittadinanza, assicurando che non vi siano disservizi. In questa fase iniziale, l’utente che si reca dal suo medico continuerà a ricevere la ricetta rossa con stampato un codice identificativo che ne rappresenta l’identità digitale. Il processo di digitalizzazione sarà chiuso quando la ricetta rossa scomparirà per lasciare spazio ad un promemoria che potrà essere stampato su carta bianca oppure essere memorizzato dal cittadino, ad esempio, sul proprio smartphone. Successivamente la dematerializzazione sarà estesa alle prescrizioni specialistiche erogate dai medici.

“Sull’informatizzazione della nostra sanità – ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto – abbiamo puntato forte fin da inizio legislatura e i risultati stanno arrivando copiosi, con questo progetto, come con quello già attivo per lo scarico dei referti sul pc di casa. Per gli utenti veronesi, come per tutti gli altri veneti,  tutto ciò significa meno disagi, più velocità ed efficienza: per le aziende minore spesa e ottimizzazione dela stessa. Come a dire: due piccioni con una fava. Ringrazio le tantissime persone, nel Consorzio Arsenàl e nelle Ullss che stanno lavorando intensamente a questi progetti e, come veronese, sono particolarmente contento che questo territorio sia tra i primi che parte con la de materializzazione della ricetta rossa”.

FASCICOLO ELETTRONICO REGIONALE - L’Ulss 20 sta attuando la dematerializzazione della ricetta come prima tappa del progetto Fascicolo sanitario elettronico regionale, iniziativa coordinata da Arsenàl.IT, consorzio per la sanità digitale di tutte le ULSS e aziende ospedaliere del Veneto. Il progetto Fascicolo, attraverso una complessiva riorganizzazione dei sistemi informativi sanitari di ogni azienda, rivoluzionerà i servizi di cura al cittadino garantendo una assistenza socio-sanitaria più efficiente, efficace e sostenibile.

Per dare un’idea della complessità dell’iniziativa, va considerato che ogni anno in Veneto vengono prodotte circa 60 milioni di prescrizioni, delle quali 40 milioni di farmaceutiche e 20 milioni di specialistiche. Gli operatori coinvolti sono numerosi: circa 3.900 in totale i medici di medicina generale (3.320) e pediatri di libera scelta (580) oltre a 1.330 farmacie in tutto il territorio regionale.

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