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Verona, rincari pedaggi autostradali: gli autotrasportatori minacciano deviazioni sulle Statali

Confartigianato-Trasporti in protesta: "La politica del ‘dare con una mano per togliere con l’altra’ è inaccettabile, oltre modo dannosa e rischia per giunta di affossare il dialogo che avevamo faticosamente aperto"

Solo poche settimane fa gli autotrasportatori italiani avevano dimostrato senso di responsabilità e disponibilità, concedendo credito alle rassicurazioni del governo ai tavoli di confronto sulle vertenze della categoria. Evidentemente ci dovremo ricredere”. Ad affermarlo è Lucia Caregnato, responsabile di Confartigianato-Trasporti Verona, alla luce dei rincari scattati a Capodanno e che vedono il Nordest, e in particolare il Veneto, pesantemente penalizzati con aumenti ben oltre la media: Autovie Venete (A4 Venezia-Trieste e A28 Portogruaro-Pordenone) +7,17%, Cisa (A-15) e Concessioni autostradali venete (Passante Venezia-Padova) entrambe con un aumento del 6,26, Autostrade per l’Italia (A13 Rovigo-Padova e A27 Venezia-Belluno) +4,43%. Più contenuti i rincari per l’A4 Holding (A4 Brescia-Padova e A31 Valdastico) e l’Autobrennero (A22) entrambi dell’1,63%. Mano pesante, invece, per il tratto Dolo-Padova del Passante, con un aumento del 250%.

“Gli aumenti accordati alle concessionarie autostradali sono ingiustificati e rischiano di mettere l’autotrasporto regionale definitivamente fuori mercato – continua Caregnato -. Se le cose non cambieranno, a fronte di un esborso di migliaia di euro in più ogni anno, gli autotrasportatori, che sulle autostrade praticamente ci vivono, saranno costretti a portare i camion sulle statali”.

“Il settore è allo stremo – aggiunge Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato Verona - ed ha bisogno di sostegni concreti non di giochetti. La politica del ‘dare con una mano per togliere con l’altra’ adottata dal Governo è inaccettabile, oltre modo dannosa e rischia per giunta di affossare il dialogo che avevamo faticosamente aperto assumendoci la responsabilità di non aderire a manifestazioni scomposte nei modi, ma legittime nelle motivazioni”. Secondo Confartigianato, gli sautotrasportatori veneti si sentono abbandonati.

“E’ tempo di finirla di sbandierare il luogo comune del ‘paradiso imprenditorialmente felice’, giocando con la vita delle persone – continua Bissoli -: si fanno passare i nostri piccoli imprenditori per gente che non se la passa poi male e intanto le loro aziende cadono come mosche. Per gli autotrasportatori, in Veneto, l’assenza e l’incapacità dello Stato nel difenderli dalla concorrenza sleale dei vettori dell’Est stride fortemente con la prontezza dimostrata nell’aumentare, ben oltre la media nazionale, i pedaggi, visto che qui sono concentrati le frequenze ed il traffico. Se questo è il modo di sostenere il Nordest produttivo, è inutile lamentarsi se poi scoppia la protesta”.

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