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Verona, richiesta di posti aggiuntivi per bimbi rifugiati, il Comune non ci sta: "Il contributo non basta"

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, annuncia l'impossibilità della città di far fronte a nuovi arrivi. Messi a disposizione 45 euro al giorno, pro capite: "Non sufficienti per ganrantire la qualità del servizio di accoglienza"

Il Comune di Verona sarà impossibilitato ad accogliere la richiesta di ampliamento per nuove accoglienze di minori stranieri non accompagnati. Lo ha comunicato il sindaco Flavio Tosi in una lettera inviata al Ministero dell’Interno, allo Sprar, Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, alle Prefetture di Venezia e Verona, all’Anci e alla Regione Veneto, in risposta alla circolare ministeriale del 25 luglio scorso in cui si chiedeva agli enti locali la disponibilità di ampliare i posti. Il sindaco, conti alla mano forniti dagli uffici municipali, ha puntato il dito contro l'ammontare della retta, che è stata stabilità in 45 euro giornaliere (a fronte dei 91 euro riconosciuti per le annualità 2014-2016). Tale somma, che è un contributo statale, risulterebbe insufficiente a garantire gli standards qualitativi definiti dalla normativa della Regione Veneto in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture di accoglienza per minori.

“Il Comune di Verona – prosegue il sindaco Tosi - da anni accoglie nelle strutture educative del proprio territorio piccoli stranieri non accompagnati. Per questo abbiamo anche maturato una significativa esperienza e siamo stati ente capofila del progetto territoriale nel Programma per l’accoglienza dei minori stranieri, conclusosi nel dicembre 2012. Per il triennio 2014-2016 l’amministrazione comunale ha avviato il progetto "Verona solidale Under", sempre legato al sistema Sprar, al quale è stato riconosciuto un contributo pro capite giornaliero di 91 euro per i dieci ragazzi accolti. Una cifra che, diversamente dai 45 euro previsti dalla nuova richiesta, risponde agli standard qualitativi definiti dalla Regione e ai costi previsti per l’offerta dei servizi minimi a garanzia dei minori accolti”.  

LO SPRAR - Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono al "Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo". È così in grado di realizzare interventi di "accoglienza integrata" che non si occupano solo di distribuzione di vitto e alloggio, ma prevedono anche a misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di "percorsi individuali di inserimento socio-economico" e di lavoro. Tramite lo Sprar infatti i migranti frequentano corsi d'italiano e tirocini formativi.

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