Verona, la retta della mensa non risulta pagata e la bimba di 4 anni non viene ammessa a scuola

La delibera della Giunta comunale mette i bastoni tra le ruote alla famiglia: "Recapitati diversi avvisi via mail e sms". Il apdre furioso: "Abbiamo pagato in tempo. Ora faremo denuncia anche per danni morali. È intollerabile"

Primo giorno di scuola mancato. Un disagio che sembrerebbe nato da un disguido sul pagamento delle rette scolastiche. Il papà, sicuro che la sua piccola potesse prendere il suo posto tra i banchi senza problemi, si è sentito dire dalla maestra che la bimba di quattro anni e mezzo non era stata ammessa. Questo perché la famiglia non aveva saldato in tempo il pagamento della mensa, relativo allo scorso anno scolastico. Tutto deriva da una delibera della Giunta comunale di Verona che stabilisce che possono essere ammessi alle scuole dell’infanzia solo i bimbi le cui famiglie non risultano avere pendenze sui servizi già erogati. Anche la mensa: se la retta non viene pagata il figlio non risulta iscritto. Il caso è stato segnalato da L’Arena che spiega che in estate gli uffici competenti del Comune avevano inviato una mail alle famiglie che risultavano ancora scoperte. Come in effetti è avvenuto nel caso specifico.

Le richieste erano state inoltrate il 10 luglio e il 27 agosto, a pagamento ancora non effettuato, era anche stata recapitata una raccomandata con ricevuta. E ancora un altro avviso, stavolta via sms, era stato inviato il 9 settembre. Nulla di fatto e per questo è arrivata la “tegola”. A parlare, sfogandosi, è stato il padre, sulle pagine del quotidiano locale:

«L'umiliazione che mia figlia ha subito, respinta davanti ai suoi compagni, è intollerabile. Lo è a prescindere, ma tanto più perchè noi la retta l'abbiamo pagata», spiega il padre della bambina. «Non ho visto la mail del 10 luglio, perchè di solito le comunicazioni venivano date per posta cartacea, ma alla raccomandata siamo andati a pagare», e mostra il bollettino col pagamento dell'8 settembre. «Certo non ho pensato di presentarmi a scuola con il bollettino. Di tutta questa vicenda però ho fatto denuncia alla polizia municipale, chiarendo il danno che abbiamo subito sia in termini morali che materiali: non sono potuto andare al lavoro, per restare con mia figlia».

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