Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Trento / Piazza Arsenale

Verona, recupero ex Arsenale, spuntano problemi sul progetto: non si esclude un "nulla di fatto"

Agec si sta occupando delle valutazioni tecniche sul project financing presentato dalle ditte private sull'ex edificio asburgico a Borgo Trento. Non sarebbero soddisfatti i criteri di "rischio d'impresa": ogni spesa se la accollerebbe il pubblico

Il progetto per il recupero dell’ex Arsenale dovrà affrontare un altro scoglio. L’ennesimo. Questo per effetto delle analisi dell’Agec che, come annunciato dal vicesindaco di Verona, Stefano Casali, sta valutando “tecnicamente” la documentazione presentata. I fronti su cui l’azienda comunale potrebbe arrivare all’esito negativo sul project financing sarebbero due. Per ora si tratta di indiscrezioni, spiega il Corriere Veneto, che però fanno pensare e discutere. La prima delle motivazioni di Agec nel negare il via libera è quella relativa ai finanziamenti. Il Comune, dato che il progetto negli scorsi giorni è stato notevolmente ridimensionato con costi di fatto dimezzati (da 50 a 25 milioni), si sarebbe aspettato un netta riduzione delle richieste di contributo pubblico. In pratica il progetto dei privati prevede la riqualificazione della corte centrale dell’ex edificio asburgico (troverebbero spazio negozi e ristoranti) con l’utilizzo di 11 milioni in arrivo dalle casse comunali. I soldi messi a disposizione per le strutture pubbliche sarebbero 12 milioni. Si fa largo dunque l’idea di sfruttare “in autonomia” i fondi disponibili, senza ricorrere ai privati. In più, come non bastasse, mancherebbe il “rischio d’impresa”. In pratica sarebbe tutto a favore dell’azienda del project poiché le spese di ristrutturazione e relativi servizi se le accollerebbe tutte il Comune.

Tutto, bene ribadirlo, è ancora nelle mani di Agec e non si conosce quale sarà l’esito esatto della valutazione tecnica. Ad Agec si è arrivati perché prima di presentare il documento alla Sovrintendenza, il documento dovrà essere completo della destinazione d’uso di tutti gli edifici, compresi quelli della Corte ovest che non sarebbe ancora stata presa in considerazione. Cambiano poi gli spazi ad uso pubblico rispetto a quelli concessi a privati. Prima erano rispettivamente 45 percento-55 percento. Ora si è arrivati, non dopo poche polemiche, al 70 percento-30 percento. I privati avrebbero in concessione ‘area della corte centrale ricavandoci sale esposizioni, negozi, bar e si mormora che potrebbe sorgere anche una cittadella del cibo targata “Gambero Rosso” (agli ex Magazzini generali di Verona Sud si attende il via ai lavori per l’arrivo della cittadella del gusto “Eataly”). Al pubblico resterebbero gli edifici storici dell’ingresso per sale congressi e mostre e la corte est die potrebbero essere trasferite alcuni asili e centri ricreativi e per le associazioni.

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