Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Cazzano di Tramigna / Via Matteotti

Verona, rapina la banca e scappa dai carabinieri: ritrovato dopo fuga nel bosco

Inseguimento rocambolesco dopo l'assalto alla filiale della Popolare a Cazzano di Tramigna. L'uomo, elettricista 45enne, avrebbe agito perchè in difficoltà economica. Lo scovano sotto ad un tronco, con la refurtiva di oltre 4mila euro

Era già stata rapinata poco tempo fa e per questo era obiettivo "sensibile", sottoposto a particolare vigilanza. Probabilmente anche il solitario rapinatore “trasfertista”, così definito in gergo poiché proveniente da fuori regione, l’aveva scelta per la posizione, in un piccolo centro poco trafficato e con un solo impiegato. Teatro dell'ennesima rapina è infatti la filiale della banca Popolare di Verona, in piazza Matteotti, a Cazzano di Tramigna. In manette, dopo un inseguimento, è finito Carlo Cangiano, 45enne originario e residente a Trentola Ducenta, nel Casertano.

L’uomo è entrato in azione poco prima delle 11 di mercoledì scorso: aveva raggiunto il centro abitato a bordo di quella che si scoprirà poi essere la sua auto e come riscontrato dalle telecamere di sorveglianza della banca e riferito dai testimoni che, insospettiti dall’insolito movimento, avevano allertato più volte il 112. Il rapinatore aveva infatti percorso la via centrale del paese soffermandosi ad osservare ingresso e interno dell’istituto di credito. A dare l'allarme è stata la centrale operativa della Compagnia di San Bonifacio che ha diramato la descrizione del sospetto alle pattuglie in servizio. Sul posto sono così giunte le "gazzelle" dei militari di Illasi e di Legnago. Un intervento tempestivo, ma non abbastanza, l'uomo si era infatti dato alla fuga dopo la rapina. I carabinieri lo hanno notato mentre raggiungeva la sua auto parcheggiata a 50 metri dalla banca. Non è servito l'Alt intimato con la paletta, a fermarlo. Il rapinatore resosi conto di non avere più via di scampo ha tentato il tutto-per-tutto, puntando diritto verso l’auto dei carabinieri, speronandola sulla parte anteriore destra e guadagnando la via di fuga. Da lì è partito l'inseguimento: il 45enne, presa la direzione per San Bonifacio, ha imboccato via Riva e poi una strada sterrata che porta in collina.

L'auto è stata ritrovata abbandonata e chiusa all'interno di un casolare della zona, mentre la caccia all'uomo è continuata, a piedi, dentro la boscaglia. E' stato il maresciallo di Legnago, Mauro Tenani, ad accorgersi per primo del fuggiasco, nascosto sotto ad un tronco coperto di fogliame. Sono stati i colori vivaci del borsello che portava a tracolla, a tradirlo. L’uomo è stato così immobilizzato e arrestato e la refurtiva, 4mila e 710 euro, recuperata. In caserma sarebbero poi emerse le presunte motivazioni della rapina: l'uomo, incensurato, sposato e di professione elettricista, ha ammesso le sue colpe attribuendole ad uno stato di difficoltà economica. E' stato tradotto al carcere di Montorio a disposizione del pm di turno, Giuseppe Pighi. Sono in corso ulteriori accertamenti investigativi per stabilire eventuali colpi del soggetto in ordine ad altre rapine commesse nell’ambito della provincia di Verona e di quelle limitrofe.

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