Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Roma / Via Tombetta

Il questore mette i sigilli al "Don Maya" e chiede al sindaco la revoca della licenza

Il locale è stato teatro nella notte tra il 30 e il 31 marzo, di una prima rissa tra immigrati e in una seconda dove sono stati coinvolti ben sette agenti di polizia, mentre l'attività era aperta oltre l'orario consentito

Una nuova ed ennesima sospensione della licenza è stata notificata stamane dalla Polizia di Stato al titolare del bar “Don Maya”, ubicato nel quartiere di Borgo Roma, teatro la scorsa notte, dapprima di una lite tra una dozzina di avventori e, venti minuti dopo, di un ulteriore intervento per schiamazzi ad opera di ubriachi all’esterno e all’interno del locale stesso, nonostante fosse già trascorso l’orario di chiusura dell’attività.
Tornano, quindi, i sigilli sulle porte del Don Maya che sono stati apposti dai poliziotti della Squadra Amministrativa della Questura e del Commissariato di Borgo Roma; vi rimarranno per 30 giorni, periodo totale della sospensione dell’attività. Non solo, il Questore Gagliardi ha già sottoscritto ed inviato al Sindaco della città la proposta di revoca della licenza, alla luce dei gravi e ripetuti episodi di violenza che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica, con particolare danno alla incolumità e quiete pubblica dei cittadini del quartiere di Borgo Roma i quali, loro malgrado, sono costretti a subire le conseguenze degli schiamazzi notturni, delle liti e delle risse, come pure a vivere la paura di imbattersi in persone pericolose e/o ubriache e magari anche armate di coltelli.
Timori tutti fondati e accertati dai vari equipaggi di Volante che presso il Don Maya hanno effettuato numerosi interventi, tra questi si segnalano quelli più gravi, ai quali hanno fatto seguito l’emissione da parte del Questore di altrettanti provvedimenti di sospensione della licenza; essi risalgono al 3 ottobre 2013, al 16 dicembre 2013 e da ultimo quelli verificati il 30 marzo 2015.
In riferimento agli ultimi avvenimenti, sono sei le chiamate pervenute sul 113 dai residenti, in prima battuta verso le 3.50, quando è stata segnalata una rissa in atto presso il bar Don Maya e poi verso le 04.10, ovvero oltre l’orario di chiusura dell’attività del locale. Nel primo caso gli agenti al loro arrivo hanno sedato l’animata discussione tra i presenti, una dozzina di nigeriani, invitando il titolare ad apprestarsi alla chiusura prevista per le 4.00; nella seconda circostanza, invece, anche questa per effetto di segnalazione al 113, i quattro equipaggi di Volante intervenuti si sono trovati a fronteggiare la furia violenta di due nigeriani, dal fisico corpulento, in preda ai fumi dell’alcool.
A farne le spese proprio i poliziotti
che, fatti bersaglio di calci pugni e morsi, hanno riportato lesioni personali dai sette ai venti giorni di prognosi, mentre i due nigeriani, una volta bloccati, sono stati arrestati con l’accusa di “lesioni personali finalizzate a commettere resistenza a pubblico ufficiale violenza, oltraggio a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato”, reati per i quali dovranno rispondere dinanzi all’Autorità Giudiziaria, con rito abbreviato, il prossimo 14 aprile. In attesa di tale data i due nigeriani si trovano in carcere in applicazione della custodia cautelare disposta nei loro confronti.

Alla luce dei fatti verificatisi, è evidente come sia caduto nel vuoto l’invito dei poliziotti rivolto al titolare del bar, durante il primo intervento, nell’apprestarsi a chiudere l’attività; quest’ultimo infatti ha mantenuto aperta la propria attività oltre l'orario consentito, in difetto della prescrizione indicata nella licenza, agevolando in tal modo la permanenza degli avventori sia all’interno del bar dove nel successivo intervento delle 4.10 gli agenti hanno registrato la presenza di un cittadino nigeriano intento a bere, sia sulla porta d’ingresso del locale e dinanzi ad essa dove stazionavano altri sei clienti, anch’essi nigeriani, in stato di alterazione alcolica.
 La Polizia continuerà anche nei giorni successivi al periodo di sospensione della licenza a sorvegliare l’area in questione sia per i cittadini residenti che legittimamente rivendicano il loro diritto a vivere in sicurezza il quartiere ove abitano; sia a tutela delle altre attività commerciali che insistono nella zona e relativa clientela.

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