Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, questionari anonimi sulle maestre d'asilo: "Nessuna pagella, è la legge". Insorgono le opposizioni

Esperti pedagogisti, politici del Pd e sindacati criticano duramente la scelta del Comune. L'assessore all'Istruzione, Benetti: "In realtà sono documenti che girano dal 2008 in tutte le strutture pubbliche"

Sistemi simili sono stati adottati dalle università e negli uffici pubblici. Questionari "anonimi" che hanno anche funzioni di sondaggio, pare, sono circolati negli asili veronesi. Che non ha mancato di creare discussioni. Una critica era infatti arrivata al pedagogista Pio Cinquetti, direttore delle scuole per l'infanzia comunali dal 19964 al 2000. Secondo l'esperto, infatti, i "giudizi" dall'esterno potrebbero creare motivi di "sospetto e sfiducia" contrari allo "spirito di collaborazione e corresponsabilità". La risposta del Comune non si è fatta certo attendere. E nemmeno quello dell'opposizione.

“La rilevazione del grado di soddisfazione dell’utenza, definita Customer, è prevista da normativa statale del 2009, in una logica di relazione e confronto con i destinatari dei servizi, per lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione. La “Carta di Qualità dei Servizi”, che il Comune di Verona ha adottato dal 2011, si basa proprio sulla somministrazione di Customer diversificate, al fine di instaurare un rapporto diretto e trasparente con i propri cittadini, permettendo un attivo contributo, anche con la possibilità di reclamo”. Questa la precisazione dell’assessore all’Istruzione, Alberto Benetti, proprio in relazione al questionario consegnato ai genitori nelle scuole dell’infanzia comunali.

“Forse – aggiunge l’assessore - viste le nuove normative, il dottor Cinquetti non ha più l’età… La Carta di qualità dei servizi è regolarmente adottata dal 2008 in tutte le strutture comunali e per i Nidi d'Infanzia rappresentano due requisiti fondamentali per ottenere l’accreditamento istituzionale previsto dalla Legge Regionale. Il questionario proposto nei giorni scorsi ai genitori dei bambini frequentanti le Scuole dell’Infanzia Comunali si colloca proprio in quest’ottica, valorizzando il coinvolgimento di insegnanti e famiglie per ricercare il benessere dei piccoli utenti, perché “ogni scuola vive e opera come comunità nella quale cooperano studenti, docenti e genitori” ( dalle indicazioni nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia del primo ciclo di istruzione – anno 2012)”.

“Nessuna pagella alle insegnanti quindi – conclude Benetti - ma ricerca partecipata della qualità del servizio, perché proprio dai genitori possono nascere suggerimenti e indicazioni che più di una volta, in questi anni, hanno promosso l'innovazione organizzativa e pedagogica, alimentando proprio quella “collaborazione e corresponsabilità educativa” che rappresenta non solo una finalità, ma uno “stile” partecipativo, che caratterizza i servizi comunali veronesi. E comunque, chi fa bene il suo lavoro, non teme giudizi”.  

REAZIONI - Dalla parte opposta di Benetti si schierano invece i sindacati che ribadiscono come il Comune debba riconoscere da solo se gli insegnanti "sono qualificati" (Massimo Castellani, segretario veronese della Cisl) e "manca la condivisione di intenti perchè giudicarsi a colpi di test anonimi non sembra la soluzione migliore" (Lucia Perina, della Uil veronese). Anche il Partito Democratico sembra condividere l'idea di Cinquetti. Spiegano i consiglieri comunali Elisa La Paglia e Damiano Fermo con la segretaria comunale, Orietta Salemi: "Dopo avere aver fatto di tutto per avvelenare a suon di vertenze i rapporti con le insegnanti delle scuole d'infanzia, l'amministrazione comunale procede con una scelta che ancora una volta turba la serenità di lavoro, proponendo un questionario di valutazione sulle educatrici senza che vi sia stata neppure un'informazione condivisa. L'iniziativa, come spiegano gli esperti pedagogisti, è del tutto tutto inadeguata e infondata nel metodo, tanto più che l'anonimato dei giudizi dei genitori, per i quali non è prevista alcuna formazione alla valutazione, rischia di dare la miccia ad un imbarazzante gioco dei sospetti. Non abbiamo preclusioni alla valorizzazione del merito, ma non si possono improvvisare forme di valutazione, specie se esse sono calate dall'alto. I questionari devono rispondere a criteri di scientificità e devono nascere dall'attenta analisi di cosa si vuole valutare".



Il segretario cittadino del Pd, Orietta Salemi, con i consiglieri comunali Elisa La Paglia e Damiano Fermo, affermano: «Dopo aver fatto di tutto per avvelenare i rapporti con le insegnanti delle scuole d'infanzia, l'amministrazione comunale procede con una scelta che ancora una volta turba la loro serenità di lavoro. Il questionario, come spiegano gli esperti pedagogisti, è del tutto inadeguato e infondato nel metodo, tanto più che l'anonimato dei giudizi dei genitori, per i quali non è prevista alcuna formazione al giudizio, rischia di dare la miccia ad un imbarazzante gioco dei sospetti. Non abbiamo preclusioni alla valorizzazione del merito, ma non si possono improvvisare forme di valutazione, specie se esse sono calate dall'alto».

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