Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Verona Pulita attacca sul "Mistero del Fascicolo Dimenticato dalla Procura di Verona"

Il movimento creato dall'avvocato veronese Michele Croce lancia sulla sua pagina Facebook l'ennesima denuncia: "Roba da “La Piovra” nella Palermo anni ’80 e ’90. E invece siamo a Verona. Procura di Verona"

Parte come al solito dai social network l'ennesima denuncia di Verona Pulita, l'organizzazione messa in piedi dall'avvocato ed ex presidente Agec Michele Croce, che proprio nei giorni scorsi ha annunciato la trasformazione di VRP in un movimento che correrà alle prossime comunali, con l'intenzione di conquistare Palazzo Barbieri. 
Questa volta volta il gruppo guidato dall'avvocato veronese pubblica un articolo intolato "Appalti, Politica, Malavita ed il Mistero del Fascicolo Dimenticato dalla Procura di Verona", dove si denuncia la caduta in prescrizione delle accuse contro Francesco Urtoler e Antonio Papalia della Soveco: 

Anni di indagini (della Polizia Tributaria), di relazioni (della Polizia Giudiziaria), di denunce (di Verona Pulita). Tutto in fumo.

Roba da “La Piovra” nella Palermo anni ’80 e ’90. E invece siamo a Verona. Procura di Verona.
Il fascicolo contenente le indagini della Polizia Tributaria del 2009 riguardanti la famosa Soveco S.p.A., i suoi soci palesi ed occulti, gli affari ed i presunti intrecci tra questi, la malavita organizzata ed alcuni politici locali, si è “smarrito” per anni in qualche scantinato della Procura scaligera, prescrivendosi così i presunti reati.
La notizia, passata quasi sotto traccia, è di una gravità assoluta per Verona e per l’Italia intera.
Noi – soli – che due anni fa pubblicamente denunciavamo la stranezza di tutti questi appalti (traforo, filobus, ecc.) affidati dal Comune di Verona a Soveco per il valore complessivo di circa un miliardo di euro (clicca qui per leggere l’articolo). Proprio quella Soveco che aveva ristrutturato l’attico della moglie dell’ex vice-sindaco di Verona condannato in primo grado per corruzione.
Noi – soli – che parlavamo della relazione della polizia tributaria del 2009 che descriveva il “socio occulto” di Soveco Antonino Papalia da Delianuova (RC), dei suoi precedenti giudiziari, delle sue relazioni con gli amministratori locali, dei suoi presunti intrecci con la malavita organizzata calabrese. 
Noi, che forse per questo motivo, ci eravamo attirati le “attenzioni” di qualche buontempone dall’accento non proprio locale.
Ecco servita la prescrizione. Fascicolo dimenticato. Reati (presunti) estinti. Il Papalia da Delianuova, la malavita organizzata, alcuni imprenditori ed amministratori locali tireranno un sospiro di sollievo.
Pericolo scampato.
Ci sembra legittimo esigere delle spiegazioni dal Procuratore Capo della Repubblica di Verona dott. Mario Giulio Schinaia.
Le esigono gli uomini della Polizia che hanno svolto le indagini, i colleghi magistrati che svolgono con dedizione ogni giorno il proprio lavoro, la Verona Pulita ed Onesta che esige verità e giustizia. 
Altrimenti le cercheremo noi le spiegazioni, rivolgendoci alle Autorità competenti in Italia ed in Europa al fine di fare chiarezza in questa gravissima vicenda. Che ha salvato qualcuno. Per ora.

Avv. Michele Croce
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