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Verona, provincia assediata dai furfanti in poche ore: rapina sotto minaccia di una pistola alle Poste

Ennesimo assalto predatorio negli uffici del Villafranchese. Malvivente entra in pieno giorno e si fa consegnare centinaia di euro. I carabinieri indagano per scoprire un eventuale collegamento con i fatti di poche ore prima

Se i proverbi fossero sempre attinenti alla realtà verrebbe da pensare, con una certa dose di cinismo, che un'altra rapina avrà luogo a breve, in provincia. Almeno seguendo l'adagio secondo cui "non c'è due senza tre che la quarta vien da sè". Un nuovo allarme in pieno giorno ha scosso i residenti dei paesi della provincia. Una rapina a mano armata alle Poste di Salizzole, in piazza Castello, ha infatti fatto alzare ancora una volta il livello di timore per la scarsa sicurezza. Nessun ferito, fortunatamente, ma, se i sospetti peggiori si rivelassero veritieri, il rischio che prima o poi qualcuno ci possa rimettere è quantomai presente. Ancora una volta il furfante non ha temuto di farsi riconoscere, nè è stato scoraggiato dall'orario. In centro paese, alle 10e30, un uomo è entrato a viso scoperto e ha minacciato con una pistola i dipendenti dell'ufficio postale. Si è quindi fatto consegnare i contanti contenuti in cassa, circa 400 euro, ed è fuggito inizialmente a piedi.

L'uomo, che indossava una parrucca, ha poi svoltato l'angolo ed è salito a bordo di una Fiat Punto di colore bianco. Alla guida un complice, anch'egli mascherato. L'auto, risultata rubata a Verona mercoledì, è stata ritrovata a Bovolone. Sono in corso i rilievi e gfli accertamenti nell'abitacolo da parte dei tecnici della Scientifica. Dalle prime indicazioni fornite ai carabinieri del Nucleo radiomobile di Villafranca, sembrerebbe che il rapinatore fosse una persona italiana senza un accento particolare. All'interno dell'ufficio ci sarebbero stati almeno cinque testimoni, compresi alcuni dipendenti. Si stanno ricercando indizi per ricollegarlo eventualmente con il colpo avvenuto mercoledì a Trevenzuolo. In quell'occasione tre persone avevano assaltato una tabaccheria di paese fuggendo pochi secondi dopo con qualche centinaio di euro. Da stabilire anche se l'arma fosse vera o un giocattolo ben riprodotto.

Circa un'ora dopo, a Bussolengo, era suonato l'allarme alla Banca Popolare per l'incursione di due malviventi mascherati e armati di taglierino. Sarebbero fuggiti con 10mila euro.

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