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(Foto web)

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Verona, lavoratori Riva protestano in Arena e occupano il ponte

Striscioni esposti dagli spalti dverso piazza Brà e attorno all'anfiteatro, da un gruppo di operai che citano l'articolo 1 della Costituzione. Disagi al traffico in lungadige Galtarossa per il corteo di stamane

L'avevano promesso: "Protesteremo ogni giorno". Per ora l'obbiettivo degli operai della Riva Acciaio di Verona sta andando a segno. Un monito per le istituzioni "perchè si muovano", diretto alla magistratura "che sblocchi i beni e i conti del Gruppo Riva facendo ripartire le fonderie" e alla stessa società "perchè non si arrenda alle decisioni lasciando per strada i lavoratori". Alcune decine di operai della Riva Acciai di Verona hanno inscenato anche martedì mattina una protesta, occupando, nei pressi dell'azienda in lungadige Galtarossa, metà ponte San Francesco sull'Adige. La strada rientra nella tangenziale interna di Verona e le ripercussioni sul traffico non sono mancate con lunghi incolonnamenti. I vigili scaligeri hanno operato in modo da far defluire io traffico sia pur lentamente sulla corsia lasciata libera dai manifestanti.

IN ARENA - Pochi attimi dopo, striscioni di protesta sono stati esposti dagli spalti dell'Arena verso piazza Brà, e attorno all'anfiteatro, da un gruppo di lavoratori. Negli striscioni c'è anche un richiamo all'articolo 1 della Costituzione riguardo al lavoro.

RIVA ACCIAIO, 500 LAVORATORI IN MARCIA VERSO IL MUNICIPIO

Intanto l'azienda è pronta ad avviare un dialogo con il custode giudiziario per verificare se sussistano le condizioni per una ripresa delle attività produttive nei propri stabilimenti. A renderlo noto è il Gruppo industriale, precisando che la decisione è in conformità con quanto discusso al Ministero dello Sviluppo Economico. A Verona sono interessati 429 dipendenti, di cui 317 operai. Tuttavia, il custode giudiziario, in risposta alla comunicazione di Riva Acciaio dello scorso 11 settembre, ha informato l'azienda di non aver ricevuto alcuna formale comunicazione in ordine all'esecuzione del provvedimento di sequestro disposto dal Gip di Taranto''. "Pertanto - specifica la società - si potranno prendere contatti con Riva Acciaio solo una volta che la polizia giudiziaria, qualora delegata, lo immetterà formalmente in possesso di quanto sequestrato''.

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